
''Dobbiamo affrontare due grandi sfide, la diagnosi precoce e la prevenzione delle recidive. Per riuscire a vincerle - ha detto Marco Venturini, presidente Aiom - e' fondamentale una gestione della malattia condivisa fra oncologo e ginecologo. La collaborazione e' invece attualmente ritenuta insufficiente dal 63% dei primi e dal 32% dei secondi''.'Non esistono purtroppo screening efficaci - ha aggiunto Nicola Surico, presidente Sigo - ma possiamo insistere sui fattori di rischio evitabili, come il fumo e il sovrappeso, e spiegare alle nostre pazienti chi deve prestare particolare attenzione. Allerta per chi non ha figli, chi ha avuto un menarca precoce e una menopausa tardiva. Si sottovaluta inoltre il peso della familiarita': chi ha una madre, una sorella o una figlia affetta da carcinoma ovarico va sottoposta a un attento monitoraggio''.




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