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Quattro medici su dieci pentiti di aver intrapreso la professione: troppi i danni ricevuti. E in tempo di crisi aumenta il carico di lavoro per il medico di base. All'Mmg presto anche le terapie contro il dolore (legge 38)

Professione

Ai medici under 45 è stato anche chiesto di esprimere un voto (tra zero e 10) che indicasse in che misura percepiscono la stabilità della loro situazione lavorativa. Il voto medio è stato pari a 5 e, cioè, meno della sufficienza. Il voto dato alle prospettive di carriera è più basso: 4,9. E quando c’è la crisi i cittadini rinunciano anche a curarsi, come evidenzia un sondaggio effettuato dall’Istituto Freni Ricerche di Marketing su “Comportamenti in materia di spese sanitarie davanti alla crisi economica”. E così in questi frangenti riemerge la figura del medico di base che alla fine va in soccorso a tutti (perché gratuito, evidentemente). Infatti se la metà circa degli intervistati ha segnalato una riduzione dei comportamenti di consumo nell’ultimo anno e il 17% ha indicato una flessione significativa dei consumi con un 10% che dichiara di aver rinunciato a interventi chirurgici, o di avervi anche solo rinviato, dall’altra parte si registra un incremento della consultazione del medico di famiglia. Che resta il riferimento fondamentale per le informazioni sulla salute e sulla cura del fisico (indicato da 4 intervistati su 5), seguito dalla figura del farmacista (i cui consigli sono particolarmente richiesti dagli under 35) e dalla consultazione dei siti web (più di un intervistato su 4). Intanto agli Mmg sta per arrivare un'altra incombenza: le cure contro il dolore, come specificato nello schema di accordo che pubblichiamo. Ma andiamo per ordine. Con la legge 38 il ministero della Salute individua requisiti minimi, modalità organizzative, elementi strutturali, quantitativi e qualitativi delle strutture per le cure palliative e la terapia del dolore, in accordo con le regioni. La terapia contro il dolore non ha mai avuto riferimenti normativi che potessero garantire la direzione verso cui rivolgersi. Così è stato individuato un comune denominatore, valido per tutto il territorio, per garantire omogeneità di trattamento a livello nazionale attraverso la definizione dei requisiti minimi per la costruzione della rete di terapia del dolore. Nascono così tre centri di snodo fondamentali (come peraltro già stabilito nell’accordo Stato-Regioni del 16 dicembre 2010): le Aggregazioni funzionali territoriali, i centri Spoke e gli Hub. Le prime, gestite dai medici di medicina generale, devono avere almeno un medico formato sulla terapia dolore, tra i compiti quello di indirizzare, quando necessario e secondo criteri condivisi di appropriatezza, il paziente allo Spoke o all’Hub per garantire continuità della gestione nei percorsi definiti nella rete.
I centri Spoke, con valenza territoriale e ospedaliera, devono avere caratteristiche certificate e accreditate in termini quali-quantitativi (ore di lavoro, numero del personale, ecc).
Il sistema Hub diventa invece il centro di eccellenza con una distribuzione sul territorio proporzionata al numero di abitanti (circa uno ogni due milioni), un numero specifico di posti letto dedicati e deve garantire copertura per tutta la giornata
 

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Commenti
TM
Tiziano Milandri
art 1 della costituzione: l'itaglia (voluto il gl) è un paese fondato sulla demagogia come forma di governo, sul disprezzo per chi fa il suo dovere, sulla beatificazione dell'idiota e del furbo cui viene concesso ogni beneficio possibile
Rispondi
29/11/2011 20:50
AR
Antonio Romeo Riboldi
IL PROBLEMA E ANCHE IL COSTO DEI DRG .PERCHE MAI IN LOMBARDIA CHE SI FA VANTO DI TANTA BUONA SANITA NON SI MAI ACCORSA CHE I TRSTTAMENTI X CALCOLOSI RENALI NEGLI OSP CIVILI COSTAVANO 3-000 E U AL S RAFFAELE 7-000?? PERCHE GLI SPEC OSPE HANNO RISPETTATO L'OBBLOGO CDELLE RIICETTE IL S RAFFAELE LO IEO DI MILANO NON L'HANNO MAI RISPETTATO ? POI LA SANITA COSTA COSA CENTRA IL JET ECT CON LA SANITA E IL S SN ACCORGERSI PRIMA CARI DIREGENTI REG LOMBARDIA ..LE RICETTE CHE NON RISPETTANO LA NOTA 66 N 1 N 13 QUELLE SI ANDATE A FARVI .......................
Rispondi
19/11/2011 16:53
GV
Giancarlo Valli
La Sanita' e' il 70% della spesa regionale.Non possiamo permettercelo.Tutti devono pagare un ticket,poveri e affetti da patologie,sia per farmaci che per indagini diagnostiche.Chi e' veramente povero,verra' successivamente rimborsato dai servizi sociali,facendo la fila con i Marocchini.....Sarei curioso di vedere la fila...
Rispondi
18/11/2011 19:24
ES
Ercole De Santis
Caro Valli, ci saremmo noi (io te e qualche altro che ogni tanto si sfoga su questo spazio... Ma chi ci ascolterebbe? Ora sono tutti presi dalla risoluzione della crisi (e noi sulla crisi potremmo dire tanto... Io ho già detto ai miei pazienti, con un bel cartello, che posso coprire le terapie solo per un mese, che le analisi si possono fare solo una volta l'anno, che i pazienti con particolari patologie possono eseguire solo gli esami relativi alla patologie in questione, che risonanze, tac, ecc. si prescrivono solo se realmente necessarie - "Dotto', me vorei fa' 'na risonanza totarbodi, pe' vede' se ciò quarcosa da quarche parte. Tanto ciò 'n'amico che lavora a 'na clinica e m'ha preso già appuntamento"... - , e via discorrendo, perché la mia asl mi da 10 ricettari la volta, dato che la regione Lazio non consegna i ricettari...). Noi come si suol dire non contiamo né accusiamo, e i nostri sindacati fanno per conto loro senza ascoltare le indicazioni della base. Come ho spesso detto: ma non potremmo far pervenire le nostre lettere, i nostri interventi, ai vari ministri interessati, magari tramite la redazione di Dottnet? Se no, come al solito, stiamo qui a parlarci addosso, a lamentarci, in attesa di essere fagocitati da questo sistema.. Colleghi, vogliamo stare coesi come "la classe politica coesa e responsabile" (l'ha detto Buffon...)
Rispondi
17/11/2011 19:16
?
No, in alto loco si va a dire che "i sindacati si rendono disponibili a collaborare" e TUTTI non solo la FIMMG. Il problema è che chi ci rappresenta NON fa il MMG massimalista ma il politico e non gli succede, come è successo a me stamattina ,di perdere 90 minuti al telefono con l'help desk di SOLE EMILIA ROMAGNA che non riusciva a riattivarmi il collegamento con il sito sistemats1 per i certificati, mentre sbrigavo in collaterale le invettive dei pazienti che "oggi non se la sentono di andare al lavoro" e, poveri, col cartaceo devono fare la fatica di spedirlo all'INPS.Chi ci rappresenta non fa il nostro lavoro di certo, visto che ha tanto tempo da dedicare alle riunioni in alte sfere: non fa il medico ma il riunionista.Chi ci rappresenta motiva tutto col fatto che "vogliono fare fuori la medicina generale, allora dobbiamo fare di più, collaborare". Ho risposto ad un sindacalista che non è facendo gli scendiletto che saremo apprezzati di più...Bene sarebbe mostrare allo stato cosa succede se per un mese teniamo gli studi chiusi.UN MESE NON CI MANDA IN ROVINA!!! Manda in rovina invece il SSN. TUTTI UN MESE c..o!!!
17/11/2011 13:37

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