I maschi sono naturalmente protetti dalla depressione e questo grazie al testosterone, l'ormone sessuale maschile: uno studio Usa ha infatti svelato che il testosterone ha effetti antidepressivi aprendo la strada a nuove possibili cure contro il male di vivere. Cure ancor piu' promettenti poiche' diverse da quelle oggi in uso, fondate cioe' su bersagli d'azione totalmente differenti e nuovi rispetto a quelli colpiti dai attuali.La prospettiva, non da poco visto il numero di persone che non trae benefici dagli antidepressivi oggi sul mercato, arriva da una ricerca condotta da Nicole Carrier e Mohamed Kabbaj della Florida State University, i cui risultati sono stati pubblicati sulla rivista Biological Psychiatry.Maschi e femmine si ammalano in modo diverso: la depressione e' un male che si coniuga molto piu' spesso al femminile, tant'e' che si ammala di disturbo depressivo il doppio delle donne rispetto agli uomini.
Qualcosa 'salva' i maschi dal male di vivere e avvisaglie che questo qualcosa potesse celarsi nell'ormone maschile ve ne erano gia'. Per esempio e' documentato che uomini che per problemi medici (ipogonadismo) producono poco o zero testosterone sono inclini a disturbi dell'umore. E' anche documentato che la terapia ormonale sostitutiva a base di testosterone usata per svariati motivi medici per lui ha influenza positiva sull'umore.Ma finora mancava una prova chiara del legame tra assenza di testosterone e depressione e soprattutto non era noto il meccanismo d'azione con cui l'ormone maschile esercita effetti positivi e protettivi sull'umore.
Lo psichiatra, "ma la vacanza non sia un banco di prova delle proprie paure"
Medici e infermieri, su tutti, presentano un allarmante tasso di suicidio che corrisponde a 21 ogni 100mila abitanti, rispetto alla popolazione “normale”
"I bambini e le bambine che utilizzano strumenti tecnologici e interagiscono con gli schermi subiscono due danni: uno diretto, legato alla dipendenza e l'altro indiretto, perché l'interazione con gli schermi impedisce di vivere nella vita reale"
Rigon, "serve un tavolo nazionale per interventi di prevenzione"
Lo yoga accelera il recupero dall’astinenza da oppioidi e migliora dolore, sonno, ansia e variabilità della frequenza cardiaca.
Un’app basata sulla terapia cognitivo-comportamentale promette di ridurre l’ansia: uno studio mostra risultati positivi nel 71% dei casi.
Lo psichiatra, "ma la vacanza non sia un banco di prova delle proprie paure"
Un innovativo farmaco oppioide, il DFNZ, si rivela efficace nel trattamento del dolore senza causare dipendenza, secondo uno studio pubblicato su Nature.
Commenti