La diagnosi di metastasi coroideale è di natura clinica e si basa principalmente su un'anamnesi positiva per tumore primitivo e sulle caratteristiche morfologiche della lesione.La sede più frequente delle metastasi uveali è la coroide (90%), i corpi ciliari sono interessati nel 20% e l'iride nel 10%.Si sviluppa con metastasi sistemiche, interessando una percentuale fino al 10%dei pazienti, con quasi la metà dei pazienti che sviluppano la malattia del sistema nervoso centrale.
Le sedi più comuni di metastasi oculare sono il cancro al seno nelle donne e cancro ai polmoni negli uomini. Nella maggior parte dei casi, queste lesioni tendono ad essere asintomatiche. Come per altre neoplasie maligne, la gestione può variare da paziente a paziente. Tumori di piccole dimensioni, che non compromettono la visione e che hanno risposto in precedenza a trattamento per via sistemica, possono essere strettamente osservati. Per lelesioni di maggiori dimensioni e per quelle sintomatiche, la radioterapia esterna offre un'ottima alternativa per salvare l'occhio e stabilizzare la visione. Bevacizumab (Avastin), un anticorpo monoclonale potente che è stato anche impiegato per il trattamento di malattie oculari vaso-proliferative, è stato utilizzato nel trattamento di metastasi coroidalee ha mostrato risultati promettenti.
Bibliografia: Sadaka A; Oncology Reports (Nov 2011). Uveal metastatic disease: Current and new treatment options (Review); Giuliari GP. Oncol Rep.
Sono un antiepilettico e un farmaco per il colesterolo che insieme sono in grado di modificare la biologia del tumore e potenziare l'effetto della chemioterapia
Dal melanoma al seno. Da studiare il fenomeno della resistenza in certi pazienti
Ricercatori di IEO e dell’Università degli Studi di Milano scoprono come farmaci già in uso possono essere potenzialmente efficaci contro tumori con una diffusa anomalia genetica
I nuovi dati dello studio MARIPOSA, presentati alla World Conference on Lung Cancer 2024, hanno confermato una superiorità clinica a lungo termine della terapia amivantamab più lazertinib rispetto alla monoterapia con osimertinib
Una terapia locoregionale mininvasiva, basata su ittrio-90, entra per la prima volta nella sperimentazione clinica sui tumori pancreatici non operabili. Il Policlinico Gemelli unico centro italiano coinvolto nello studio internazionale
Un’iniezione locale di nivolumab sulle lesioni precancerose della bocca riduce il rischio di progressione e può evitare interventi chirurgici ripetuti e debilitanti.
Una ricerca della Sapienza individua un nuovo bersaglio molecolare che potrebbe rendere le terapie più efficaci
Tra innovazione scientifica e frammentazione organizzativa, la sperimentazione clinica resta un’opportunità mancata per molti. I clinical trial center chiedono una svolta strutturale per garantire equità di accesso alle cure.
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