
La nuova legge, dunque, consente, in deroga al divieto di disporre del proprio corpo quando vi sia una diminuzione permanente dell'integrità fisica (articolo 5 del codice civile), di donare da vivi parti di polmone, pancreas o intestino. Si tratta di un'estensione di quanto già da tempo ammesso per rene e fegato. Con la nuova norma si amplia dunque il settore del trapianto da vivente (dopo che anche in Italia, nel 2010, si e' ventilata la possibilita' di donazione 'samaritana' degli organi, ovvero da un donatore ad un paziente-ricevente sconosciuto, a seguito della richiesta di donare un rene secondo tale modalita' da parte di tre persone in Lombardia e Piemonte). E la nuove norme, sottolineano gli esperti, porteranno vantaggi innanzitutto ai pazienti piu' piccoli: ''Una delle indicazioni principali per il trapianto del polmone - sottolinea Bruno Gridelli, direttore dell'Istituto Mediterraneo per i Trapianti (Ismett) di Palermo - e' la fibrosi cistica, malattia genetica molto diffusa che colpisce soprattutto i bambini, per i quali e' pero' piu' difficile trovare un organo da cadavere compatibile per dimensioni. Ora, ciascuno dei genitori potra' invece donare un lobo del polmone, superando il problema delle liste di attesa e rendendo possibile un intervento tempestivo''. La speranza e' anche quella di ridurre la mortalita' pediatrica in lista d'attesa, che oggi e' circa, per il polmone, del 15% (nel 2011 sono 5 i piccoli deceduti su un totale di 34), mentre al 31/12/2011 i bambini che attendono un polmone risultano essere 19 secondo i dati del Centro nazionale trapianti Cnt (circa 220 complessivamente i pazienti pediatrici, su un totale di circa 9.




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