Sì alla caffeina in gravidanza, ma con moderazione: è quanto raccomandano le nuove linee guida elaborate dalla Food Standards Agency (Fsa) britannica, che riducono la dose giornaliera consigliata alle donne incinte da 300 a 200 milligrammi.
Che si traduce in un massimo di 2/3 tazzine di espresso al giorno o due tazze di caffè lungo all'americana. Fino ad oggi, per le irriducibili del caffè anche in dolce attesa, le linee guida britanniche raccomandavano di non superare i 300 milligrammi di caffeina al giorno, pari a tre-quattro tazzine di espresso o tre caffè all'americana. L'ulteriore taglio della dose giornaliera raccomandata arriva dopo che la Fsa ha analizzato un nuovo studio scientifico pubblicato dalla rivista British Medical Journal.
Un Manifesto traccia le linee di intervento: dare priorità all’obesità come malattia non trasmissibile, costruire l’alfabetizzazione sanitaria, ottimizzare le strategie di prevenzione, migliorare i servizi alla persona
La correlazione emerge per la prima volta da uno studio condotto presso l'Università della California, a Riverside, e pubblicato sul Journal of Clinical Investigation Insight
I ricercatori del Labanof dell’Università Statale di Milano hanno esaminato due scheletri di donne e dei loro feti, con deformità attribuibili all'osteomalacia, una patologia legata alla fragilità ossea e associata alla carenza di vitamina D
Lo rivela uno studio effettuato su 1771 studenti di 48 scuole elementari pubbliche di Madrid
Nei ristoranti arrivano piatti più equilibrati per l’infanzia, con un bollino di qualità per orientare le famiglie verso scelte più consapevoli
Dai carboidrati “nemici” ai prodotti light, fino al limone al mattino: VediamociChiara fa il punto sui luoghi comuni più diffusi con il supporto di una nutrizionista.
Un Manifesto traccia le linee di intervento: dare priorità all’obesità come malattia non trasmissibile, costruire l’alfabetizzazione sanitaria, ottimizzare le strategie di prevenzione, migliorare i servizi alla persona
Un’équipe multidisciplinare accompagna i pazienti con anoressia, bulimia e binge eating attraverso percorsi terapeutici personalizzati e assistenza clinica completa.
Commenti