
Anche in Italia i problemi che si sperimentano sono gli stessi, come spiega come spiega Giorgio Foresti, presidente di Assogenerici, l'associazione che riunisce i produttori di farmaci generici. Lo scenario, pero', e' diverso perche' la quota di mercato si attesta al 17% ed e' inferiore a quella degli Usa che sfiorano punte dell'80%, ma anche alla media dei Paesi europei che si attesta intorno al 55%. ''La diffidenza dei pazienti puo' essere giustificata dal fatto che questi prodotti sono stati introdotti in maniera un po' forzosa giustificando la scelta soltanto con un risparmio economico- chiarisce Foresti- ma quella del medico no, anzi deve essere proprio lui a dissipare ogni timore prescrivendo sin da subito un farmaco generico laddove possibile''. Dal canto loro i medici, in particolare quelli di medicina generale, lamentano una scarsa conoscenza dei prodotti che spesso non consente loro di assumere la responsabilita' di prescriverli. ''I produttori di farmaci generici non fanno molta informazione - spiega Giacomo Milillo, segretario della Fimmg che non è nuovo alle polemiche con Foresti - il medico non puo' quindi approfondire bene la conoscenza di questi farmaci e dei loro effetti collaterali che possono essere diversi,perche' bisogna sempre ricordare che dire che sono equivalenti a quello con brand non significa dire che sono uguali''. ''Il medico ha necessita' di avere piena contezza di quello che ha prescritto, per questo alla fine e' piu' facile che la scelta ricada su farmaci che gia' conosce - prosegue Milillo - la sostituzione di un farmaco prescritto e' infatti in qualche modo una disconferma delle sue scelte''. ''Se le case farmaceutiche produttrici di farmaci equivalenti vogliono continuare a vendere prodotti che costano mediamente il 60 per cento in meno di quelli di marca, non potendo sacrificare la qualita' devono per forza rinunciare a investire in ricerca, visto che le molecole che utilizzano sono state gia' scoperte, e in informazione medico scientifica- e' la replica di Foresti a Milillo- il medico pero' puo' sempre informarsi da solo''. ''La norma della doppia dicitura in ricetta, principio attivo piu'' eventualmente nome del farmaco, introdotta di recente da Balduzzi mi sembra giusta- conclude inoltre il presidente di Assogenerici- e' un primo passo per educare i cittadini''.
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