“Dall’altra parte – incalza il presidente della Fofi -, per i farmaci di prezzo superiore a 50 euro, che sono l’oggetto principale delle forme di distribuzione alternative alla farmacia di comunità, il sommarsi di una quota fissa più alta e di un margine del 10% non favorisce certo una maggiore distribuzione nelle farmacie di comunità dei medicinali innovativi”. Ma non è tutto. Alla Fofi sostengono anche che la rete delle farmacie rurali sussidiate è minacciata dal provvedimento. “La maggiorazione di 0,10 euro individuata dal Ministero - precisa il presidente - non può in alcun modo salvare le farmacie dei piccoli e piccolissimi centri dalla chiusura nel momento in cui il valore delle ricette diminuisce costantemente. E’ strano che un Governo dimissionario voglia chiudere la sua esperienza con la cancellazione di quelli che, spesso, sono gli unici presidi sanitari su cui possono contare moltissime comunità, proprio dopo aver fatto dell’aumento del numero delle farmacie la propria bandiera”.
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