Il colore dei sogni dipende dall'immaginario che si forma da bambini. E in questo processo anche tv e cinema hanno un ruolo preponderante. Tanto che è sufficiente aver visto film e trasmissioni in bianco e nero da giovanissimi per aumentare le probabilità di scolorire i sogni. Queste le conclusioni di uno studio scozzese dell'università di Dundee, che ha fatto luce sui meccanismi che colorano i sogni, chiarendo il ruolo dell'esposizione alle immagini che avviene in primissima età. La ricerca è pubblicata su 'Consciouness and Cognition'.
I ricercatori hanno chiesto a due gruppi di persone, uno di under 25 e l'altro di over 55, di annotare giornalmente le informazioni sui sogni notturni, compreso se fossero stati a colori o in bianco e nero. Ebbene, nel primo campione, nato già in pieno avvento del technicolor, la percentuale di sogni grigi è risultata solo del 4,4%. Al contrario, quanti tra gli over 55 erano stati esposti da giovani solo a immagini in bianco e nero, la percentuale dei sogni grigi schizzava al 25%. Mentre per i coetanei che avevano visto qualche film e trasmissioni a colori, rare 55 anni fa, i sogni in bianco e nero arrivavano a quota 7,3%. La spiegazione ipotizzata dai ricercatori si basa sul semplice meccanismo dell'imprinting: "Un certo immaginario scolpisce la nostra mente, anche nelle tinte, condizionando il colore dei sogni".
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