
In sostanza, l'incontro del 3 aprile dovrà avviare un ragionamento sui problemi della previdenza di categoria: «Sono convinto» osserva infatti Croce «che se il confronto avverrà senza pregiudiziali ma anche senza la pretesa di ignorare il principio di realtà, potremmo porre le premesse per disegnare una road map, un percorso praticabile per la soluzione delle criticità più sentite». Realismo deve però rimanere la parola d’ordine: «Una classe dirigente responsabile» avverte il presidente dell’Enpaf «non può invocare in materia previdenziale l'applicazione di soluzioni utopistiche non coerenti con le difficoltà occupazionali e reddituali della categoria». Intanto Federfarma si aggiunge a coloro che ritengono i tempi maturi per una riflessione a tutto campo sull’attuale assetto previdenziale della categoria. «La crisi è certamente durissima per i laureati che hanno fatto da poco il loro ingresso nella professione e trovano pesante il fardello della contribuzione previdenziale» osserva la presidente del sindacato, Annarosa Racca «ma lo è anche per le farmacie. Giusto quindi aprire un ragionamento corale sul nostro sistema contributivo e previdenziale, considerando il problema dei giovani ma senza ignorare una questione irrisolta da lungo tempo come quella dello 0,90% a carico dei titolari. D’altronde già nell’estate scorsa, con le trattative sulla riforma della remunerazione al via, avevamo avviato con l’Enpaf un confronto su un’eventuale riorganizzazione del sistema contributivo». Come si ricorderà, ad aprire il dibattito sulla previdenza dei farmacisti era stata la settimana scorsa Luisanna Pellecchia, sindacalista della Fisascat-Cisl, che aveva minacciato una “class action” contro l’Enpaf per l’abolizione del contributo di solidarietà a carico dei giovani farmacisti. Nei giorni successivi altre sigle dei non titolari avevano aggiunto la propria voce, poi l’altro ieri con un comunicato la Fofi si era detta d’accordo sulla necessità di una riflessione: «Il nostro assetto previdenziale» aveva dichiarato Maurizio Pace, segretario della Federazione «ha bisogno di un’attenta analisi e soprattutto di un serio intervento».
Fonte: Federfarma, Enpaf

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