
Il rapporto valuta il livello degli esami eseguiti, il tipo di cure erogate e i risultati conseguiti in 320 Centri di diabetologia (il 50% di quelli presenti in Italia) distribuiti in tutte le regioni, per un totale di quasi 550.000 persone (circa il 20% dei 3 milioni di Italiani con diabete) negli 8 anni trascorsi dal 2004 al 2011. Il miglioramento della qualità delle cure è testimoniato dall' aumento di 3 punti dello 'score Q' (Q per qualita'), un ''indice oggettivo - dice Carlo B. Giorda, Presidente AMD - che valuta l'efficienza delle cure e dell'assistenza prestate, e conseguentemente l'efficacia nel prevenire le complicanze tipiche del diabete, dall'infarto, all'ictus, ai disturbi della vascolarizzazione, alla mortalità''. Ebbene, tra il 2004 e il 2011 lo score Q per il diabete tipo 2 e' cresciuto dal 21,4 al 24,7, mentre è passato da 22,5 a 25 nel diabete tipo 1. Ma il dato piu' rilevante e' il grande aumento del numero di persone con diabete con indice superiore a 25, a fronte di una riduzione di quelle con score inferiore a 15. Secondo il rapporto sono migliorati anche i risultati degli interventi sul profilo lipidico e sulla pressione arteriosa, principali fattori associati alle complicanze cardiovascolari del diabete. E' infatti aumentato il numero di persone diabetiche cui viene misurato annualmente il colesterolo LDL (dal 57,2% al 73,8%), così come si è incrementato il numero delle persone con colesterolo LDL 'a target' (dal 26,2% al 48,1%). Anche la percentuale di persone in cura con farmaci antipertensivi è aumentata nel periodo considerato, praticamente raddoppiando sia per i pazienti in monoterapia (32,2% contro 60,4% nel 2011) sia per quelli in politerapia (17,4% contro 35,7% nel 2011). Si è dimezzata anche la percentuale di persone non trattate, nonostante valori pressori elevati (dal 60,4% al 30,2%). Tuttavia, se l’evoluzione dell’approccio terapeutico ha migliorato nel tempo sia la percentuale di persone con pressione arteriosa minore di 130/80 mmHg (10,8% nel 2004, 17,4% nel 2011) sia quella con valori superiori a 140/90 mmHg (64% nel 2004, 52,9% nel 2011), “questi risultati non sono ancora accettabili e lontani dagli obiettivi di cura indicati dalle linee guida. A tutt’oggi, la percentuale di persone con diabete in cura con i farmaci antipertensivi, ma con valori di pressione non controllati adeguatamente si attesta ancora su un 56,8%”.
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Fonte: AMD




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