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Ospedali italiani tra i migliori al mondo: tre strutture conquistano la top ten

Dal Gemelli al Bambino Gesù fino al Besta, la sanità italiana si fa spazio ai vertici della classifica internazionale “World’s Best Specialized Hospitals 2027” di Newsweek
Ospedali italiani tra i migliori al mondo: tre strutture conquistano la top ten
Sanità pubblica

Tre eccellenze di Roma e Milano entrano nelle prime dieci posizioni mondiali delle rispettive specialità. Il Policlinico Gemelli sale sul podio per ostetricia e ginecologia, l’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù si distingue nella pediatria e l’Istituto Neurologico Carlo Besta conquista uno dei risultati più rilevanti nel campo della neurologia. È la fotografia della sanità italiana restituita dalla classifica internazionale elaborata da Newsweek e Statista.

Le eccellenze

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Il miglior piazzamento nazionale è quello della Fondazione Policlinico Universitario Agostino Gemelli IRCCS di Roma, terza al mondo in ostetricia e ginecologia su 125 strutture selezionate. Segue l’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù di Roma, che raggiunge il quarto posto nella graduatoria dedicata alla pediatria, composta da 250 ospedali. L’istituto romano è preceduto soltanto dall’Hospital for Sick Children di Toronto, dal Boston Children’s Hospital e dal Children’s Hospital of Philadelphia. A completare il terzetto è la Fondazione IRCCS Istituto Neurologico Carlo Besta di Milano, ottava nella classifica mondiale della neurologia, che comprende 150 strutture. Il Besta ottiene inoltre l’undicesimo posto in neurochirurgia.

Gli ospedali italiani nelle graduatorie

Complessivamente sono 42 gli ospedali italiani presenti nella World’s Best Specialized Hospitals 2027. Le strutture nazionali trovano spazio in tutte le 13 aree mediche considerate: cardiochirurgia, cardiologia, endocrinologia, gastroenterologia, nefrologia, neurologia, neurochirurgia, ostetricia e ginecologia, oncologia, ortopedia, pediatria, pneumologia e urologia. La distribuzione territoriale vede in testa la Lombardia, con 15 strutture, seguita dal Lazio con sette e dal Piemonte con cinque. Campania, Toscana e Veneto sono rappresentati da tre ospedali ciascuno.

Cardiologia e oncologia, una presenza diffusa

La partecipazione italiana è particolarmente consistente nella cardiologia, con 21 ospedali inseriti tra i 300 selezionati. Il San Raffaele di Milano raggiunge il 22esimo posto, mentre nella cardiochirurgia sono nove le strutture nazionali incluse nella graduatoria. In quest’ultima specialità, il miglior risultato riportato nel comunicato è quello del Centro Cardiologico Monzino, al 28esimo posto. Anche nell’oncologia il contributo italiano è significativo: 15 ospedali compaiono fra i 300 migliori al mondo. L’Istituto Europeo di Oncologia di Milano si colloca al quattordicesimo posto.

Dal Rizzoli al Gemelli, i risultati nelle altre specialità

In ortopedia sono otto gli ospedali italiani presenti fra i primi 150. L’Istituto Ortopedico Rizzoli di Bologna ottiene il nono posto mondiale. Il Policlinico Gemelli si segnala anche in gastroenterologia, dove è undicesimo, e in endocrinologia, disciplina nella quale occupa la 29esima posizione. In pediatria, oltre al quarto posto del Bambino Gesù, sono complessivamente 11 le strutture italiane comprese tra le 250 selezionate. Completano il quadro due ospedali italiani nella graduatoria della nefrologia, otto in quella della pneumologia e cinque tra i migliori centri internazionali per l’urologia.

Come viene costruita la classifica

La World’s Best Specialized Hospitals 2027 valuta la capacità delle strutture di distinguersi in specifici ambiti della medicina. Il metodo considera le raccomandazioni raccolte tra medici e professionisti sanitari, gli accreditamenti e gli indicatori di qualità, oltre ai Patient-Reported Outcome Measures, strumenti utilizzati per misurare gli esiti delle cure e la qualità della vita riferiti direttamente dai pazienti. Il risultato offre quindi una lettura per singola disciplina e non una graduatoria generale degli ospedali. Un criterio che mette in evidenza la specializzazione delle strutture italiane e la loro capacità di competere con i maggiori centri internazionali nelle diverse aree dell’assistenza.

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