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Infezioni ospedaliere, fino a 20 mila morti l’anno: nasce l’Osservatorio che mappa prevenzione e criticità

Un nuovo portale raccoglie dati e sentenze sulle infezioni correlate all’assistenza per capire dove il sistema riesce a proteggere i pazienti e dove, invece, gli errori continuano a pesare
Sanità pubblica

Sono centinaia di migliaia le persone che ogni anno nel nostro Paese contraggono un’infezione durante un ricovero ospedaliero. Un fenomeno che, secondo le stime, provoca circa 20 mila decessi e che in molti casi potrebbe essere evitato. Per fare luce sulle dimensioni del problema e individuare i punti deboli della prevenzione nasce Osservatorio ICA Italia, una nuova piattaforma online dedicata alle infezioni correlate all’assistenza (ICA), attiva da oggi in occasione della Giornata nazionale per la sicurezza delle cure e della persona assistita, il 17 settembre. L’obiettivo è riunire in un unico luogo dati pubblici, documenti istituzionali e sentenze riguardanti le infezioni acquisite durante il percorso di cura, offrendo uno strumento di consultazione rivolto a professionisti, istituzioni e cittadini.

Il problema

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Secondo le stime dell’Istituto superiore di sanità, ogni anno in Italia si registrano tra 400 mila e 640 mila infezioni correlate all’assistenza, con circa 20 mila decessi attribuibili. Numeri che collocano il fenomeno tra le principali sfide della sanità pubblica. L’aspetto più rilevante è che, secondo gli esperti, oltre la metà di queste infezioni potrebbe essere prevenuta attraverso il rispetto delle procedure di sicurezza, il controllo del rischio infettivo e un monitoraggio costante delle pratiche assistenziali.

Gli obiettivi

Il portale nasce con l’intento di rendere più accessibili informazioni oggi disperse tra fonti differenti. L’archivio raccoglie esclusivamente dati pubblici e ufficiali provenienti da istituzioni nazionali, sistemi di sorveglianza regionali, documenti europei e provvedimenti giudiziari. Uno degli elementi più innovativi è proprio l’analisi delle sentenze legate alle infezioni ospedaliere. Attraverso questi casi è possibile comprendere in quali situazioni le misure di prevenzione non hanno funzionato e quali fattori abbiano contribuito al verificarsi dell’evento avverso. Tra le criticità emerse compaiono, ad esempio, cateteri non sostituiti correttamente, contaminazioni del campo operatorio, carenze nella sorveglianza o difficoltà delle strutture nel dimostrare di aver applicato tutte le procedure previste.

Spazio alle buone pratiche

L’Osservatorio non punta però soltanto a evidenziare le criticità. Una sezione specifica è dedicata infatti alle strutture sanitarie che hanno ottenuto risultati documentati nella riduzione delle infezioni. Gli ospedali che scelgono di partecipare possono condividere esperienze e strategie efficaci, contribuendo alla diffusione delle buone pratiche di prevenzione. Il nome delle strutture viene pubblicato esclusivamente dopo un consenso scritto. L’idea è quella di costruire una base di conoscenze utile a migliorare la sicurezza delle cure, favorendo un approccio basato sull’apprendimento e non sulla ricerca di colpevoli.

Il materiale accessibile

Ad oggi l’archivio contiene 348 casi decisi tra il 2016 e il 2026 in tutte le regioni italiane. Per ciascuno è disponibile il provvedimento integrale in forma anonimizzata, mentre la raccolta continua ad aggiornarsi. Secondo i promotori, le sentenze rappresentano soltanto una parte del fenomeno. Molti episodi, infatti, non arrivano mai davanti a un giudice perché vengono risolti attraverso accordi riservati o non vengono denunciati. Per garantire la tutela della privacy, nelle schede consultabili non compaiono i nomi dei pazienti, dei professionisti sanitari né delle strutture coinvolte.

Il fine

I responsabili dell’Osservatorio sottolineano come l’iniziativa non sia nata per individuare responsabilità individuali, ma per contribuire alla riduzione delle infezioni. «Il nostro avversario è l'infezione, non chi lavora in corsia. Per questo non pubblichiamo il nome di alcun ospedale, nemmeno quando è scritto negli atti. Un osservatorio che alimenta il contenzioso farebbe danno agli ospedali senza togliere una sola infezione», spiegano dall’Osservatorio ICA Italia. Un messaggio che richiama l’attenzione sulla necessità di rafforzare la prevenzione delle infezioni ospedaliere attraverso la trasparenza dei dati, la diffusione delle esperienze efficaci e una maggiore cultura della sicurezza, con l’obiettivo di proteggere pazienti e operatori sanitari.

Sanità pubblica
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