
Dalle malattie cardiovascolari al diabete, dai tumori ai disturbi della salute mentale. Le malattie croniche, tra le principali cause di morte e disabilità, sono state al centro dell'ottava Giornata nazionale per la sicurezza delle cure e della persona assistita. Nel corso dell'evento il ministro della Salute, Orazio Schillaci, ha annunciato l'avvio dei lavori per un Piano nazionale per la sicurezza del paziente, con l'obiettivo di rafforzare la prevenzione e la gestione del rischio nel Servizio sanitario nazionale.
Un piano nazionale per rafforzare la gestione del rischio
«Con le Regioni e gli esperti di risk management, stiamo costruendo un sistema di prevenzione e gestione del rischio solido, moderno, capace di apprendere e migliorare», ha dichiarato il ministro della Salute, Orazio Schillaci. Il ministro ha annunciato l'avvio delle attività per la predisposizione del nuovo Piano, affidate all'Osservatorio nazionale per le buone pratiche sulla sicurezza nella sanità di Agenas. Il documento si ispirerà al Global Patient Safety Action Plan dell'Organizzazione mondiale della sanità, adattandone gli obiettivi alla realtà italiana. Secondo quanto reso noto dal Ministero, i lavori sono già in corso e il Piano potrebbe approdare alla Conferenza delle Regioni entro la fine dell'anno.
Gli eventi sentinella come strumento di miglioramento
Tra gli strumenti considerati strategici dal Ministero c'è il monitoraggio degli eventi sentinella, come errori o ritardi diagnostici, errori nella terapia farmacologica o problemi legati al funzionamento dei dispositivi medici. «L'attività di monitoraggio condotta dal ministero della Salute si sta rivelando uno strumento importante e strategico per rafforzare la sicurezza delle cure», ha sottolineato Schillaci, evidenziando anche il cambiamento culturale che negli ultimi anni ha favorito una maggiore segnalazione degli errori. Un approccio che punta a considerare la segnalazione non come un'ammissione di colpa, ma come un'opportunità per migliorare il sistema e prevenire il ripetersi degli eventi avversi.
Digitalizzazione e dati per individuare le criticità
La digitalizzazione sanitaria, dalla telemedicina al Fascicolo sanitario elettronico 2.0, rappresenta uno degli strumenti su cui il Ministero punta per migliorare il monitoraggio della qualità dell'assistenza e individuare le criticità del sistema. Secondo Francesco Saverio Mennini, capo dipartimento della Programmazione, dei dispositivi medici, del farmaco e delle politiche in favore del Ssn del Ministero della Salute, «strumenti questi e l'impegno sinergico tra il ministero della Salute, l'Agenas e la collaborazione proattiva con le Regioni, ci hanno permesso di iniziare finalmente a produrre delle evidenze che ci permettono di andare a vedere dove si annidano alcune sacche di inefficienza». L'obiettivo, ha spiegato Mennini, è quello di rendere il sistema sanitario più omogeneo sul territorio nazionale, intervenendo sulle aree di maggiore criticità. «Insieme alle Regioni, stiamo cercando di ridurre queste inefficienze e far sì che il sistema sia il più omogeneo possibile».
Il paziente come partner del percorso di cura
Nel corso del suo intervento, Mennini ha inoltre sottolineato l'importanza del coinvolgimento diretto dei cittadini nei percorsi assistenziali. «L'altro punto forte è quello del coinvolgimento dei pazienti stessi. Questo è l'approccio che stiamo seguendo, non solo per le malattie non trasmissibili, con il paziente considerato un partner in tutto questo percorso». Il dirigente del Ministero ha infine evidenziato il ruolo che potrà avere il nuovo Piano nazionale per la sicurezza del paziente, destinato a rafforzare ulteriormente la capacità di monitoraggio e misurazione degli indicatori di sicurezza. «Ci aiuterà ancora di più nel futuro prossimo a far sì che il sistema possa monitorare e misurare maggiormente e garantire una migliore sicurezza».
Schillaci: «Le riforme sono più importanti delle risorse»
A margine dell'evento, il ministro è intervenuto anche sul tema del finanziamento del Servizio sanitario nazionale. «I numeri vanno visti con attenzione e bisogna stare attenti, ad esempio, quando si dice che ci sono 6 milioni di italiani che non si curano. I finanziamenti servono, ma servono anche le riforme che sono più importanti delle risorse, perché bisogna utilizzare bene i soldi che vengono dalle tasse degli italiani», ha affermato.




Ogni giorno pubblichiamo per te tanti contenuti e li organizziamo perchè tu possa sempre trovare ciò che vuoi.