
Lo studio internazionale, multicentrico, randomizzato e in aperto ha incluso 393 persone con mieloma multiplo recidivato/refrattario, già esposte a una mediana di tre linee di trattamento. Tutti i partecipanti avevano ricevuto un inibitore del proteasoma, un immunomodulante e un anticorpo monoclonale anti-CD38: un profilo clinico riconducibile a una popolazione tripla-classe esposta, per la quale le alternative terapeutiche restano limitate.
Dopo un follow-up mediano di 11,4 mesi, il tasso di risposta obiettiva ha raggiunto il 74% con etentamig, rispetto al 45,7% nel braccio di confronto. Il farmaco sperimentale ha inoltre ridotto del 60% il rischio di progressione della malattia o morte, con un hazard ratio di 0,40; il beneficio in termini di sopravvivenza libera da progressione è stato osservato nei sottogruppi predefiniti.
L’analisi iniziale della sopravvivenza globale ha mostrato una quota di pazienti vivi a 12 mesi pari all’87,9% con etentamig e al 72% con le terapie standard. Il confine statistico previsto per l’endpoint di OS non era tuttavia superato al momento del cut-off: l’eventuale effetto sulla sopravvivenza globale richiederà quindi una maturazione ulteriore dei dati.
Etentamig è un engager dei linfociti T di seconda generazione che riconosce BCMA, antigene altamente espresso sulle plasmacellule maligne, e CD3 sulle cellule T. L’interazione tra i due bersagli è progettata per favorire l’attivazione dei linfociti e la lisi delle cellule di mieloma. Nel CERVINO, il trattamento ha previsto una sola dose incrementale iniziale, seguita dalla somministrazione ogni quattro settimane: uno schema potenzialmente più gestibile rispetto ai regimi più ravvicinati impiegati con altre strategie bispecifiche.
La sindrome da rilascio di citochine si è verificata nel 28,3% dei pazienti trattati, soprattutto con eventi di grado 1 e senza casi di grado 3 o superiore. Le infezioni di grado 3-4 sono risultate più frequenti con etentamig rispetto al controllo, 27,7% contro 19,2%, mentre gli eventi infettivi fatali sono stati rispettivamente dell’1,5% e del 3,1%. Le interruzioni dovute a eventi avversi emergenti dal trattamento sono state del 3,6% nel gruppo sperimentale e del 9,6% nel gruppo di confronto.
I risultati completi, inclusi durata della risposta e PFS mediana, saranno presentati al congresso della International Myeloma Society di Glasgow. Fino alla disponibilità dell’analisi definitiva e alle valutazioni regolatorie, etentamig deve essere considerato un trattamento sperimentale, non ancora autorizzato per il mieloma multiplo.




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