
L'esposizione ai farmaci antipiretici e analgesici nei primi mesi di vita è da tempo oggetto di attenzione, anche alla luce di alcune associazioni osservate in studi non sperimentali. In particolare, precedenti ricerche avevano collegato l'esposizione precoce al paracetamolo a un possibile aumento del rischio di eczema e respiro sibilante. Per approfondire la questione e distinguere l'effetto del farmaco da quello delle condizioni che ne determinano l'utilizzo, i ricercatori hanno quindi confrontato direttamente paracetamolo e ibuprofene in un trial clinico randomizzato.
Lo studio PIPPA Tamariki è stato realizzato in tre centri di Auckland e Wellington, in Nuova Zelanda, e ha coinvolto bambini di età inferiore alle 8 settimane, nati nel Paese. Tra il 18 aprile 2018 e il 28 luglio 2023 sono stati arruolati complessivamente 3.923 neonati. Dopo il ritiro di 15 partecipanti, la popolazione analizzata secondo il principio dell'intention-to-treat comprendeva 3.908 bambini: 1.985 assegnati al gruppo paracetamolo e 1.923 al gruppo ibuprofene.
I partecipanti sono stati randomizzati a ricevere uno dei due medicinali esclusivamente in caso di necessità, per il trattamento di febbre o dolore, fino al compimento del primo anno di vita. I dosaggi utilizzati erano quelli previsti dal New Zealand Formulary for Children. Nel gruppo paracetamolo, la dose era di 15 mg/kg ogni 6 ore nei bambini di età inferiore a un mese e ogni 4 ore dai 1 ai 12 mesi. Nel gruppo ibuprofene, il dosaggio era di 5 mg/kg ogni 6 ore prima dei 3 mesi e di 10 mg/kg ogni 6 ore dai 3 mesi in poi.
Gli endpoint principali erano rappresentati dalla comparsa di eczema nel primo anno di vita, definito secondo i criteri diagnostici britannici o in base a un'ospedalizzazione per eczema, e dall'ospedalizzazione per bronchiolite di origine virale o asma.
L'eczema è stato diagnosticato nel 16,2% dei bambini trattati con paracetamolo, pari a 322 casi su 1.985, rispetto al 15,4% osservato nel gruppo ibuprofene, con 296 casi su 1.923. La differenza assoluta di rischio è risultata dello 0,8%, con un intervallo di confidenza al 95% compreso tra -1,5% e 3,1%, e non ha raggiunto la significatività statistica. Anche dopo l'aggiustamento dei dati, l'odds ratio è risultato pari a 1,10, con intervallo di confidenza 95% da 0,92 a 1,32.
Risultati analoghi sono emersi per la bronchiolite. L'evento ha interessato il 4,9% dei bambini nel gruppo paracetamolo, corrispondente a 98 partecipanti, contro il 4,3% nel gruppo ibuprofene, pari a 82 bambini. La differenza assoluta di rischio è stata dello 0,7% e anche in questo caso l'analisi non ha evidenziato una differenza statisticamente significativa tra i due trattamenti. Sul fronte della sicurezza, sono stati registrati 19 eventi avversi seri in 17 partecipanti: otto bambini nel gruppo paracetamolo e nove nel gruppo ibuprofene. Nessuno degli eventi è stato attribuito al trattamento previsto dal trial.
Nel complesso, i risultati del PIPPA Tamariki non hanno evidenziato differenze clinicamente importanti tra paracetamolo e ibuprofene rispetto al rischio di eczema o bronchiolite a un anno di età. Lo studio fornisce quindi dati sperimentali utili nel confronto tra i due medicinali in una popolazione particolarmente giovane, contribuendo a contestualizzare le associazioni precedentemente osservate negli studi non sperimentali.
I risultati sono di interesse soprattutto nell'ambito dell'orientamento alla corretta gestione della febbre e del dolore nel bambino e nella valutazione delle informazioni disponibili sulla sicurezza dei medicinali nei primi mesi di vita. I dati dello studio riguardano infatti un confronto diretto tra i due trattamenti e non evidenziano, nell'ambito degli endpoint valutati, un'importante differenza nel rischio di eczema o bronchiolite entro il primo anno.




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