|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
Scegli un Argomento
Scegli uno degli Argomenti da approfondire tra quelli più cliccati.
Non hai trovato nulla di tuo interesse? Cerca con la
Search Bar
qui sotto o consulta la pagina con tutti gli Argomenti facendo click su
Mostra Tutti
.
Scegli una Specializzazione
Clicca su una delle Specializzazioni per accedere a contenuti riguardanti esclusivamente la Specializzazione selezionata.
Non hai trovato la tua Specializzazione? Cercala con la
Search Bar
qui sotto o consulta la pagina con tutte le Specializzazioni facendo click su
Mostra Tutte
.
?

Oppioidi nel dolore acuto: il farmacista al centro di counselling, sicurezza e appropriatezza

Dallo studio sui pazienti opioid-naive emerge un ampio ricorso all’analgesia multimodale e una quota elevata di medicinali residui. Per il farmacista si rafforza il ruolo di presidio nella corretta assunzione, prevenzione dei rischi e gestione dello
Farmaci
Dolore

L’uso degli analgesici oppioidi nel dolore acuto richiede un equilibrio tra sollievo dei sintomi, appropriatezza prescrittiva e prevenzione di eventi avversi, uso improprio e diversione. In questo percorso il farmacista può svolgere una funzione decisiva, trasformando la dispensazione in un momento di verifica e counselling strutturato.

Lo studio prospettico Acute Pain Pathways, pubblicato su JAMA Network Open, ha seguito 1.708 pazienti opioid-naive con dolore acuto trattati in differenti setting assistenziali statunitensi. La sospensione degli oppioidi è avvenuta in mediana dopo 7 giorni, con una dose giornaliera mediana di 10 mg equivalenti di morfina tra i pazienti che avevano fornito dati di dose e quantità. Tuttavia, il 10% ha riferito l’uso di questi farmaci per almeno 90 giorni, soprattutto in presenza di dolore frequente nei sei mesi precedenti.

pubblicità

Il primo contributo della farmacia riguarda la ricognizione farmacologica. Al momento della consegna, il professionista può intercettare potenziali criticità: concomitante impiego di altri depressori del sistema nervoso centrale, duplicazioni terapeutiche, precedenti esposizioni ad oppioidi, patologie o condizioni che aumentano la vulnerabilità agli effetti indesiderati. Questo confronto non sostituisce la valutazione prescrittiva, ma può facilitare una comunicazione tempestiva con il medico quando emergono dubbi di appropriatezza o sicurezza.

La consulenza al paziente deve chiarire finalità e limiti del trattamento. L’oppioide va assunto esclusivamente secondo le indicazioni ricevute, senza modificare autonomamente dose, frequenza o durata. È essenziale spiegare che la presenza di dolore non coincide automaticamente con la necessità di proseguire il farmaco e che la rivalutazione clinica è necessaria se il sintomo persiste, peggiora o richiede dosi maggiori. Nello studio, il beneficio analgesico riferito nelle giornate di utilizzo degli oppioidi è risultato superiore, ma di entità contenuta rispetto alle giornate trattate con opzioni non oppioidi o non farmacologiche: 60,6% contro 55,1% di sollievo medio aggiustato.

Il farmacista può inoltre valorizzare l’approccio multimodale indicato dal curante. Nelle prime due settimane, l’86,8% dei pazienti ha usato paracetamolo o ibuprofene e il 64,2% misure di supporto come ghiaccio, calore, tutori o bendaggi. Il messaggio operativo è favorire l’uso corretto e sicuro delle terapie non oppioidi prescritte o appropriate, insieme alle strategie non farmacologiche, evitando però consigli standardizzati che non considerino controindicazioni, interazioni e caratteristiche individuali.

Le confezioni residue rappresentano un tema prioritario: il 66,9% dei partecipanti che ha risposto alla domanda specifica conservava ancora oppioidi inutilizzati. Il farmacista può quindi verificare la presenza di dosi avanzate, richiamare la necessità di custodirle fuori dalla portata di bambini e terzi, non condividerle e indirizzare al corretto conferimento secondo i canali disponibili sul territorio. Nei pazienti o nei nuclei familiari a maggior rischio di overdose, il counselling può includere anche la valutazione dell’accesso al naloxone.

Il valore aggiunto del farmacista risiede, infine, nella continuità: riconoscere un utilizzo che si prolunga oltre l’atteso, rinforzare l’aderenza alle istruzioni, identificare la comparsa di sonnolenza o sedazione e orientare il paziente alla rivalutazione clinica. La presa in carico del dolore acuto non termina con la consegna del medicinale: passa anche dalla prevenzione delle esposizioni non necessarie e dalla tutela dell’intero contesto familiare.

Farmaci
Dolore
Commenti

I Correlati

Un nitazene contro il dolore senza depressione respiratoria: la nuova pista per gli oppioidi più sicuri
Dolore
Leggimi

Ultime News

Ti potrebbero interessare
Linfoma a grandi cellule B, arriva una nuova opzione dopo la prima terapia: disponibile in Italia l’anticorpo associato alla chemioterapia
Ematologia
Linfoma a grandi cellule B, arriva una nuova opzione dopo la prima terapia: disponibile in Italia l’anticorpo associato alla chemioterapia
Per i pazienti con malattia recidivata o refrattaria è ora rimborsata una combinazione che ha dimostrato di migliorare la sopravvivenza. Tra i vantaggi anche la disponibilità immediata del trattamento e una durata prefissata delle cure.
Alzheimer, le nuove terapie possono ridurre i costi della malattia?
Farmaci
Alzheimer, le nuove terapie possono ridurre i costi della malattia?
Un'analisi finanziata da Biogen stima i benefici economici di diagnosi precoce e DMT. In Italia gli anti-amiloide restano fuori dalla rimborsabilità Ssn
AIFA, il 2025 tra nuova governance e spinta alla digitalizzazione
Aifa
AIFA, il 2025 tra nuova governance e spinta alla digitalizzazione
Pubblicato il Rapporto sulle attività 2025 dell’Agenzia Italiana del Farmaco: riorganizzazione post-riforma, accesso alle terapie, vigilanza e innovazione al centro del bilancio annuale.
Verteporfina , nuova supply chain europea per superare la carenza del medicinale
Farmaci
Verteporfina , nuova supply chain europea per superare la carenza del medicinale
Nuova organizzazione della catena di approvvigionamento di Verteporfina nell’Unione europea: completata l’approvazione dei nuovi siti produttivi, con l’obiettivo di ripristinare pienamente le forniture nel 2027.

Siamo oltre 250.000 medici: aggiornati e informati.

Ogni giorno pubblichiamo per te tanti contenuti e li organizziamo perchè tu possa sempre trovare ciò che vuoi.