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Federfarma, più stabilità per il nuovo modello di farmacia

Farmacia Redazione DottNet | 09/09/2013 15:46

Folla delle grandi occasioni a Leccein occasione del convegno organizzato da Federfarma Servizi “Modelli organizzativi in sanità: la rete della salute”. Unanime l’appello per chiedere al Governo cinque anni di stabilità legislativa e un ritorno a una politica farmaceutica più centralizzata.

 “Non c’è più tempo - ha esordito il presidente dell’associazione delle cooperative di farmacisti Antonello Mirone - il nostro settore sta attraversando un momento di crisi profonda e dobbiamo pensare a un nuovo modello di farmacia. Stiamo assistendo a tentativi maldestri, da parte di alcuni distributori intermedi, di recuperare una marginalità che è sempre più bassa e che, associata all’impossibilità di esigere dalle farmacie i nostri crediti, sta mettendo in ginocchio il comparto”.  Le farmacie dovrebbero imparare a lavorare di più con le loro cooperative, lo ha sottolineato anche la presidente di Federfarma, Annarosa Racca: “Non possiamo continuare a fornirci da 5-6 grossisti, ne bastano 2-3 e le nostre cooperative ci possono essere di grande aiuto anche nella realizzazione dei servizi”.

Una più stretta collaborazione tra industriali, distributori intermedi e farmacisti insomma può invertire la rotta e portare a un nuovo modello di farmacia. Tre i passaggi fondamentali per arrivare a questo risultato: una politica farmaceutica più centralizzata, il cambio di remunerazione delle farmacie e il ritorno dei farmaci innovativi nel canale. “Non è più tollerabile un’assistenza non omogenea sul territorio, con i tetti nazionali sempre rispettatie quelli regionali che sforano -, ha sostenuto il presidente di Farmindustria Massimo Scaccabarozzi - Il nostro settore ha i conti in ordine, prezzi standard e un’Agenzia nazionale: non serve alcuna modifica legislativa per centralizzare la politica farmaceutica”.

Nello Martini, direttore Ricerca e Sviluppo dell’Accademia di medicina ha aggiunto: “Con il Patto per la salute e il rinnovo della convenzione possiamo riportare la farmacia al centro. Abbiamo assistito negli ultimi anni a una sua marginalizzazione professionale e sociale: in futuro tutti i farmaci che non sono di rigorosa pertinenza ospedaliera dovranno essere distribuiti in farmacia. Il monitoraggio della spesa garantito dal canale e il cambio della remunerazione garantirà sostenibilità economica alla distribuzione deifarmaci innovativi in farmacia”. Si può essere ancora ottimisti, in questo momento, sul cambio di remunerazione delle farmacie? A Lecce è sembrato di sì, la filiera sull’argomento pare compatta e voci di corridoio, bene informate, assicurano che questa volta si arriverà al traguardo.  

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Fonte: Federfarma,

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