
Il provvedimento fu adottato dopo una segnalazione congiunta di Aifa, Nas, Ministero per lo Sviluppo Economico e Ministero della Salute, ma anche di segnalazioni di Guardia di Finanza, Federfarma e Federazione Ordine Farmacisti Italiani. Per l'Autorità i siti segnalati sembravano indurre il consumatore italiano a ritenere lecito, contrariamente al vero, l'acquisto di farmaci online; mentre attualmente in Italia la vendita sul web di tutti i medicinali non è ammessa, in quanto la legge impone sempre l'intermediazione fisica di un farmacista e, per alcuni farmaci, la prescrizione medica "Allo stato - si legge nell'ordinanza del Tar - le modalità di vendita non paiono conformi né alla legge né alle norme sulla disciplina di vendita di farmaci che richiedono la prescrizione medica". I giudici hanno inoltre escluso che "l'attività censurata consista in una mera pubblicità abusiva, mentre è sostenibile che la presentazione della vendita sui siti possa indurre i consumatori a ritenere legittimo l'acquisto online di farmaci".
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Fonte: Tar




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