
''E' un atto di responsabilità sociale - fortemente voluto da sindacati e imprese - e un esempio concreto di gestione bilaterale per la tutela dei dipendenti attraverso percorsi guidati nel mercato del lavoro'', si legge in una nota congiunta. Il Welfarma - questo il nome del nuovo modello di Welfare - rappresenta uno ''strumento a carattere volontario di straordinaria innovazione''', che si affianca alle attuali disposizioni contrattuali e di legge, senza alcuna spesa aggiuntiva rispetto ai costi dell'accordo aziendale. Il nuovo modello di welfare, precisa la nota, non richiede nuove risorse pubbliche, ma utilizza quanto già disponibile come ammortizzatori sociali, doti formative e contributi all'autoimprenditorialità, e consentirà alle aziende interessate di indirizzare i dipendenti in esubero verso settori affini, altri settori merceologici o attività imprenditoriali proprie. L'innovatività di Welfarma - precisa la nota - consiste nel mettere a disposizione delle aziende e dei lavoratori ''una rete che si basa sulla collaborazione tra le agenzie private per il lavoro e il Ministero del Welfare cui verrà richiesta l'attivazione di Italia Lavoro''.




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