
I ricercatori olandesi, guidati da Nicole Vogelzangs, hanno effettuato test per stanare la depressione all'inizio e alla fine dello studio. Parallelamente hanno misurato anche l'obesità addominale, registrando sia la circonferenza della vita che la quantità di grasso viscerale tramite Tac. Ebbene, le probabilità che si accumulasse adipe nell'addome sono risultate più o meno raddoppiate se il paziente era depresso. L'aumento, tuttavia, riguardava solo il grasso viscerale, non l'obesità. Il male di vivere, dunque, arrotonda la pancetta ma non è necessariamente legato all'obesità, e ciò a sostegno di una causa biologica, piuttosto che alimentare, per l'incremento del girovita in chi ha il mal di vivere. Da qui l'ipotesi che "ci potrebbero essere specifici meccanismi patofisiologici - scrive Vogelzangs sulle pagine della rivista 'Archives of General Psychiatry' - che collegano la depressione all'accumulo di grasso addominale. Questi risultati potrebbero anche contribuire a spiegare perché la depressione aumenta il rischio di diabete e di malattie cardiovascolari".




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