Più di un'italiana su sei (62%) invitata a partecipare allo screening per il cancro al seno si sottopone all'esame: è un buon dato, ma rimane ancora un forte divario tra le Regioni del nord e quelle del sud.
A dirlo sono gli esperti che a Milano hanno presentato il settimo Congresso dell' Osservatorio Nazionale Screening (Ons) che si concentra sulla diagnosi precoce di tre tumori: al seno, al colon-retto e alla cervice uterina. ''In Italia, nel 2007 - dice Marco Zappa, presidente dell'Ons - sono state invitate a sottoporsi a uno screening circa 8 milioni di persone: hanno risposto in oltre 3,5 milioni, e sono stati individuati e trattati a livello nazionale 5.800 carcinomi della mammella, 3.300 lesioni della cervice uterina, e 2.800 carcinomi e 13.100 adenomi avanzati del colon-retto''. Il divario tra nord e sud rimane però forte: per la mammografia, ad esempio, lo screening si è esteso in media dal 56,2% al 82,6% dal 2003 al 2007, ma le donne a rischio effettivamente invitate sono tra il 75 e l'80% al nord e al centro, e solo il 27% al sud. Una ''differenza grave - aggiunge Zappa - e ridurre questo divario è il primo sforzo che dobbiamo fare.
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