La colestasi intraepatica è il disordine epatico più comune in gravidanza, in donne senza ipertensione. Le cause a cui sarebbe dovuta l’insorgenza di colestasi intraepatica in gravidanza sono ancora ampiamente discusse, ma si ritiene che in particolare fattori genetici ed ormonali rappresentino le cause predominanti da cui avrebbe origine. Il sintomo principale è il prurito cutaneo, associato con aumento d’attività delle transaminasi sieriche ed un aumentata concentrazione di acidi biliari.
La presenza di colestasi intraepatica comporta un grave rischio per la gravidanza, potendo determinare un parto pretermine o anche un’improvvisa morte fetale intrauterina. L’acido ursodesossicolico (di solito 1000mg/die o 15mg/kg/die) è attualmente il più efficace trattamento farmacologico. L’acido ursodesossicolico riduce il prurito, le transaminasi ed i livelli di acidi biliari e probabilmente la prematurità, senza determinare effetti avversi. La gestione della colestasi intraepatica in gravidanza è ancora dibattuta: la maggior parte degli autori raccomanda parto elettivo di solito prima o alla 38esima settimana di gestazione in relazione alla severità della colestasi.
Federfarma Lombardia insieme ad Alfasigma e Fondazione Poliambulanza per la prevenzione del tumore gastrico, che nel 2023 ha fatto registrare 15mila nuove diagnosi in Italia
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Più accuratezza, meno errori e standard condivisi. Nei reparti italiani già milioni di esami con sistemi avanzati di analisi delle immagini. Sige: “Va resa strutturale nel Servizio sanitario nazionale”
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