
Le donne con depressione postpartum mostrano un’alterazione dell’asse ipotalamo-ipofisi-surrene con livelli elevati di cortisolo.
La depressione peripartum è un disordine che comprende gli episodi depressivi che si verificano durante la gravidanza e il periodo perinatale. Secondo la quinta edizione del Diagnostic and Statistical Manual of Mental Disorders (DSM-5), per depressione peripartum si intende un episodio depressivo con esordio durante la gravidanza o entro le prime quattro settimane dopo il parto.
Le cause biologiche della depressione peripartum rimangono poco chiare, lo stress e la risposta dell'asse ipotalamo-ipofisi-surrene sono risultati implicati nella fisiopatologia di questo disturbo.
Lo studio longitudinale di popolazione condotto da Iliadis et al. è stato intrapreso come parte del progetto BASIC (Biologia, Affezione, Stress, Imaging, Cognizione), per indagare il benessere psicologico durante la gravidanza e il periodo postpartum e valutare l’associazione tra i livelli di cortisolo salivari serali e i sintomi depressivi nel periodo peripartum. Un totale di 365 donne in gravidanza della coorte del progetto BASIC sono state reclutate alla 18a settimana di gravidanza e istruite a completare una versione svedese convalidata del Edinburgh Postnatal Depression Scale (questionario internazionale per la valutazione dei sintomi depressivi peripartum, EPDS) alla 36a settimana di gravidanza e alla 6a settimana dopo il parto. In entrambe le occasioni, le pazienti sono state anche invitate a fornire i campioni salivari serali per l'analisi del cortisolo effettuata mediante il test ELISA. È stata anche effettuata una revisione completa della letteratura rilevante sull’argomento.
Le donne con un punteggio EPDS postpartum ≥ 10 avevano un livello di cortisolo salivare serale più elevato sei settimane dopo il parto, rispetto ai controlli sani (cortisolo medio 1.19 rispetto a 0.89 nmol/L). Un modello di regressione logistica ha mostrato un'associazione positiva tra i livelli di cortisolo e i sintomi depressivi postpartum (OR=4.1; IC del 95% 1.7-9.7). Questa associazione è risultata significativa anche dopo il controllo per storia di depressione, uso di tabacco, supporto del partner, allattamento al seno, eventi stressanti nella vita e disturbi del sonno, come possibili fattori confondenti (aOR=4.5; IC del 95% 1.5-14.1). Inoltre, le donne con sintomi depressivi postpartum avevano livelli di cortisolo più alti dopo il parto, in confronto sia alle donne con sintomi depressivi prenatali sia ai controlli (p=0.019 e p=0.004, rispettivamente).
I risultati del presente studio hanno suggerito che le donne con sintomi depressivi nel periodo postpartum mostrano una disregolazione dell'attività dell’asse ipotalamo-ipofisi-surrene che si traduce in elevati livelli serali di cortisolo salivare postpartum, rispetto ai controlli sani. Le medesime considerazioni restano valide anche quando i soggetti in studio con sintomatologia depressiva postpartum, sono stati confrontati con donne che hanno manifestato sintomi depressivi prima o durante la gravidanza, ma non dopo il parto. Secondo le conoscenze attuali, lo studio di Iliadis et al. risulta il primo lavoro in merito alla valutazione longitudinale dell'associazione tra i livelli di cortisolo salivari serali alla fine della gravidanza e dopo il parto, in presenza di sintomi depressivi agli stessi time-point.
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