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Sanità, la spesa in Italia è la più bassa in Europa occidentale: -32%

Secondo il rapporto Crea, il divario tra regioni è ormai vicino al 50%
Sanità pubblica

Il Servizio Sanitario Nazionale risparmia e anche molto: in confronto con l'Europa occidentale, ha certificato il rapporto del consorzio Crea dell'università di Tor Vergata presentato oggi, l'Italia è oltre un terzo più bassa sia per spesa assoluta che pubblica, e questo va a discapito delle famiglie costrette sempre di più a coprire i buchi con le proprie risorse personali. In rapporto al Pil l'Italia spende per la sanità il 9,4%, contro il 10,4% in media dell'Europa Occidentale, mentre in termini assoluti il divario è del 32,5% per quanto riguarda la spesa totale e del 36% per la sola parte pubblica.

Cresce secondo il documento la spesa privata, che ormai è circa un quarto del totale, con il 5% delle famiglie che dichiara di aver rinunciato a qualche farmaco o terapia o test diagnostico. "E' chiaro che le famiglie ormai devono metterci del loro per soddisfare i bisogni di salute - sottolinea Federico Spandonaro, curatore del rapporto -. Ormai il sistema può ancora definirsi universale, ma il 'tutto a tutti' è finito da tempo". Nel 2015, fra la Regione in cui si spende di più (Provincia Autonoma di Bolzano) e quella dove si spende meno (Calabria), il divario pro-capite ha superato il 50,0% (quasi il 40% per quanto concerne la spesa pubblica). Le differenze, sottolinea Spandonaro, rimangono anche tenendo conto dei due miliardi in più per il Fondo Sanitario Nazionale previsti dalla legge di Stabilità.

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"Questi fondi erano previsti da anni - sottolinea -. Se non ci fossero quelli il differenziale di spesa con gli altri paesi sarebbe drammatico, ma comunque non risolvono il problema, anche perchè solo per l'aumento dei contratti e i nuovi farmaci l'aumento è già allocato". A supplire alle carenze pensa la spesa privata, che secondo il rapporto ha raggiunto i 39 miliardi di euro nel 2014 con il 77% delle famiglie che ha dichiarato di aver avuto almeno una spesa legata alla salute. La spesa privata sanitaria rappresenta mediamente il 26,9% della spesa nel Centro-Nord (valore massimo del 30,5% in Valle d&rsquoAosta seguita dal Veneto con il 29,5%) e solamente il 18,9% nel Sud (valore minimo del 16,0% in Sardegna).

Complessivamente oltre 1,4 milioni di famiglie in Italia soffrono di disagi dovuti alle spese sanitarie o sono ad alto rischio di impoverimento per queste spese. Sardegna e Sicilia risultano essere le Regioni con la maggior incidenza di disagio economico per spese sanitarie (11,0% e il 9,6% delle famiglie); all'estremo opposto troviamo l'Emilia Romagna e il Trentino Alto Adige, dove solo il 2,6% ed il 2,1% sono in condizioni di disagio economico. "Sono 316.402 (1,2%) i nuclei familiari impoveritisi per spese sanitarie - sottolinea il rapporto - si tratta soprattutto di famiglie residenti nel Mezzogiorno (2,7%). Calabria, Sicilia e Abruzzo sono le Regioni più colpite (3,5%, 3,4% e 3,7%), mentre Trentino Alto Adige, Piemonte ed Emilia Romagna sono le meno esposte (0,2% le prime due e 0,3% la terza)". Quasi 800.000 sono invece le famiglie soggette a spese sanitarie catastrofiche (3,1% delle residenti), mentre 280mila sono considerate ad alto rischio di impoverimento.

Sanità pubblica
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