
Villani (Sip), è il pediatra che deve consigliare i genitori sul cibo
"L'alimentazione è una scienza. E' importante che sia ben praticata. Perché quello che diventiamo da adulti è fortemente condizionato da ciò che mangiamo nei primi tre anni di vita". A sottolinearlo è Alberto Villani, presidente della Società Italiana di Pediatria, che aggiunge: "il bambino non può essere considerato come un 'piccolo adulto', ma ha le sue specificità. Per questo, ad occuparsi della sua alimentazione, non può essere la nonna o la baby sitter. Deve essere il pediatra, che più di altri ha le competenze giuste".
Alimentando un bimbo, specifica Villani, che è anche responsabile di Pediatria dell'ospedale pediatrico Bambino Gesù di Roma, "si possano commettere errori, anche in buona fede. Uno ad esempio è che in Italia si fa uso troppo precoce del latte vaccino". Comportamento frequente quanto sbagliato perché, "in particolare se preso sotto l'anno di età, può indurre un stato di anemia perché può creare delle microemorragie a livello intestinale".
Risale al 1995, e fu pubblicato su International Journal of Obesity, il primo studio che ha riscontrato una correlazione fra l'eccesso di consumo proteico all'età di 2 anni e un alto indice di massa corporea all'età di 8 anni. Da allora l'associazione è stata confermata in più trial e questo ha portato a ridurre le stime di fabbisogno proteico. Secondo la revisione del 2014 dei "Livelli di Assunzione di Riferimento ed Energia per la popolazione" l'apporto energetico complessivo, tra 1 e 3 anni, dovrebbe esser costituito per 50% dai carboidrati, per 40% dai grassi e solo per il 10% da proteine: quantità invece facilmente superata.
fonte: ansa
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