
Monito esperti Ue, lo scetticismo sui vaccini fa male
Il fenomeno dello scetticismo sui vaccini si diffonde in Europa causando una recrudescenza di varie malattie: per questo va contrastato con azioni il più possibile mirate, basate sul dialogo continuo con cittadini e strutture sanitarie, a partire dai medici di base. Questo il monito lanciato dalla conferenza sullo 'scetticismo sui vaccini', organizzata dalla direzione salute della Commissione europea che ha chiamato a raccolta esperti da tutta l'Ue. Il quadro non è confortante: il fatto che sempre più genitori in Europa scelgano di non vaccinare i propri figli sta rallentando l'eradicazione di malattie come il morbillo, aumenta la vulnerabilità a patologie che posso ritornare, come la difterite, e sta diventando un problema sempre più importante per gli adulti. I casi di morbillo, parotite e pertosse negli ultimi anni sono aumentati soprattutto nei soggetti con più di 15 anni.
Eppure, secondo i dati del Vaccine Confidence Project, il 20% degli italiani ha dubbi sulla sicurezza dei vaccini.
In Italia si discute della proposta di rendere obbligatori i vaccini per legge. "Una legge può aiutare dove la cultura della vaccinazione è carente - spiega Lucia Pastore Celentano dell'Ecdc - ma le cose più importanti sono la fiducia e il livello di informazione del personale sanitario nella vaccinazione e cosa trasmettono alle famiglie". Spesso, racconta Celentano sulla base di uno studio Ecdc "i primi a mostrarsi scettici sono i medici, che invece hanno un ruolo essenziale". "Agire per legge va bene - commenta Enrica Alteri, dell'Agenzia europea del farmaco - ma potrebbe non rispondere al problema dell'accettazione dei vaccini. L'obbligatorietà dovrebbe essere accompagnata da una campagna che spieghi che la vaccinazione è una questione di solidarietà e di salute pubblica come bene di tutti".
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