
E' necessario prevenire i fattori rischio come dieta non sana e fumo
"Alla base delle principali malattie croniche ci sono fattori di rischio comuni e modificabili quali una dieta non sana, una scarsa attività fisica, l'eccesso di peso, il consumo di tabacco e di alcol". Lo afferma il presidente dell'Istituto superiore di sanità (Iss) Walter Ricciardi parlando, di quanto sia "importante la prevenzione" e come si debba vaccinare i pazienti più esposti con programmi ad hoc, al convegno 'Il paziente al centro: la gestione integrata della cronicità' (organizzato con il contributo non condizionante di Msd) nell'ambito del progetto #Insiemeperilcuore.
"Il Piano nazionale della cronicità sottolinea l'importanza della prevenzione sia primaria che secondaria - osserva Ricciardi - e fornisce indicazioni per contribuire al miglioramento della qualità di vita e di cura delle persone con malattie croniche: assicurare uniformità ed equità di accesso ai servizi, armonizzare a livello nazionale le attività in questo campo; individuare un disegno strategico comune, approccio centrato sulla persona, migliore organizzazione dei servizi, responsabilizzazione di tutti gli attori".
"Per la tutela della salute dei pazienti cronici - conclude - risulta cruciale anche proteggere individualmente, attraverso programmi vaccinali specifici, i soggetti appartenenti alle categorie a rischio di sviluppare forme gravi o complicanze di malattie che non rappresentano invece una seria minaccia per la popolazione sana".
La stagione influenzale 2025-2026 si avvia alla conclusione con circa 12,6 milioni di casi. Resta il tema delle coperture vaccinali negli over 65, ben lontane dall’obiettivo minimo del 75% e dal target ottimale del 95%.
Dopo un iniziale rifiuto, l’agenzia Usa accetta di esaminare la richiesta, con iter differenziato per fasce d’età.
Crescono le somministrazioni in farmacia in diverse Regioni. Per Federfarma è la conferma di un modello territoriale sempre più centrale nella prevenzione.
Oms Europa segnala un calo dei casi di morbillo nel 2025, ma avverte: senza coperture al 95% il rischio di epidemie resta concreto.
Al via su Eduiss due corsi Fad dell’Istituto superiore di sanità per prevenire e controllare le infezioni nelle Rsa, rivolti a operatori e dirigenti.
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