
In sette Regioni il 92% delle segnalazioni, il 6% in bimbi con meno di 1 anno
Dall'inizio del 2017 fino allo scorso 7 maggio, sono 2224 i casi di morbillo segnalati. Quasi quanti quelli dell'intero 2013 (2258), e molti di più di quelli registrati negli ultimi anni. Un'ondata epidemica decisamente elevata, che sta colpendo molti adulti con conseguenti ricoveri e complicazioni. E' quanto emerge dai dati del Sistema di Sorveglianza Integrata Morbillo e Rosolia, elaborati dal ministero della Salute e l'Istituto superiore di sanità. Nel 2014 sono stati infatti 1695 i casi segnalati, 258 nel 2015 e 857 nel 2016. L'epidemia sta colpendo ben 18 Regioni su 21, anche se il 92% dei casi è concentrato in sette: Piemonte, Lazio, Lombardia, Toscana, Abruzzo, Veneto e Sicilia. Il picco di casi finora è stato raggiunto nel mese di marzo (844), seguito da aprile (623), febbraio (457) e gennaio (279).
Nella prima settimana di maggio ne sono stati segnalati 21.
Attualmente, "nonostante il calo del 5% nella copertura vaccinale, di un paio d'anni fa siamo sull'85%". La protezione del vaccino quindi c'è, ma questo calo "ha fatto sì che ci fossero più casi dell'atteso - continua Rezza - Il dato da sottolineare è che sono molti gli adulti colpiti, perchè meno coperti dei bambini, e troppi casi tra gli operatori sanitari". Un adulto che si ammala, rileva l'epidemiologo, "ha maggiori probabilità di avere il morbillo in forma più aggressiva, e quindi di andare incontro a ricoveri e complicanze". Dati che hanno fatto preoccupare gli Stati Uniti, e vedono l'Italia al secondo posto in Europa dopo la Romania per numero di casi. "Se si pensa che dovevamo debellare il morbillo nel 2015 - conclude Rezza - decisamente è stato un anno nero".
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