
Dopo 3 anni dall'immissione in commercio non risultano benefici
Molto costosi per i sistemi sanitari, ma ora ci sarebbero dubbi sulla loro efficacia in termini di sopravvivenza e qualità di vita. Nonostante siano stati approvati dall'Agenzia europea del farmaco (Ema), i benefici di 48 farmaci anti-tumorali sarebbero tutti da dimostrare, secondo uno studio dei ricercatori del King's College di Londra e della London School of Economics pubblicato sul British Medical Journal. L'analisi si è concentrata sui farmaci anti-cancro approvati dall'Ema tra il 2009 e 2013.
E' così apparso, dopo un periodo minimo di 3,3 anni dalla loro entrata sul mercato, che non ci sarebbero prove sui loro benefici.
Se quindi dovessero rivelarsi inefficaci o non sicuri, l'Ema dovrebbe ritirarli. Ma non sembra questo il caso. Lo studio ha identificato 10 farmaci autorizzati in modo condizionato, ma per nessuno di loro, dopo 4 anni, sono emerse prove dei loro benefici. Delle 44 indicazioni su cui non era stato dimostrato un miglioramento al momento dell'autorizzazione, questo è emerso successivamente nel periodo post-marketing, solo per 3 (7%) in termini di sopravvivenza e per 5 (11%) come qualità di vita. Quindi, delle 68 indicazioni approvate dall'Ema e dopo un periodo medio di follow-up di 5,4 anni, solo 35 (51%) hanno mostrato un significativo miglioramento nella sopravvivenza o qualità di vita, mentre per 33 (49%) è rimasto incerto. "L'Ema basa le sue decisioni su studi che non sempre si traducono in risultati sostanziali per i pazienti", commentano i ricercatori. "Quando farmaci costosi, privi di benefici clinicamente significativi, vengono approvati e rimborsati con risorse dei sistemi sanitari pubblici - concludono - si possono danneggiare i pazienti, si sprecano risorse importanti e si rende più difficile un accesso equo alle cure".
fonte: ansa
In Italia vivono circa 4 milioni di persone con una precedente diagnosi oncologica. Crescono i bisogni assistenziali e il peso economico della presa in carico.
Dalle tensioni internazionali alle ricadute sulla spesa pubblica, emergono segnali di pressione su supply chain, costi e capacità di erogazione dei servizi sanitari.
Il nuovo regime conferma l’importanza di daratumumab sottocute come terapia di prima linea nel mieloma multiplo in grado di ritardare significativamente la progressione della malattia
Approvata la rimborsabilità in base ai risultati dello studio QuANTUM-First
Nel rapporto annuale 2025 dell'EMA, 104 raccomandazioni per nuovi medicinali mostrano una medicina sempre più personalizzata, digitale e orientata alle patologie croniche e metaboliche.
Commenti