
Dopo sei anni segnati da pandemia, crisi geopolitiche e difficoltà di approvvigionamento, la logistica del farmaco evolve da funzione operativa a leva strategica. Esperti e aziende a confronto durante un evento promosso da IQVIA Italia.
La supply chain farmaceutica sta attraversando una profonda trasformazione, spinta da uno scenario globale caratterizzato da instabilità economica, tensioni internazionali e crescente complessità terapeutica. Da semplice supporto operativo, la gestione della filiera è oggi considerata un elemento strategico per garantire continuità produttiva, disponibilità dei medicinali e sostenibilità del sistema sanitario.
È quanto emerso durante un incontro organizzato a Milano da IQVIA Italia in collaborazione con l’LIPHE, che ha riunito rappresentanti dell’industria, istituzioni, accademia ed esperti del settore per analizzare le sfide che attendono il comparto.
Negli ultimi anni la filiera del farmaco è stata messa sotto pressione da eventi straordinari: dalla pandemia alle crisi delle materie prime, fino agli effetti dei cambiamenti climatici e alle tensioni geopolitiche internazionali. Questi fattori hanno evidenziato la vulnerabilità delle catene di approvvigionamento globali, in particolare per quanto riguarda la dipendenza da fornitori extraeuropei di principi attivi e componenti essenziali.
Secondo gli esperti, i tradizionali modelli di pianificazione non sono più sufficienti per gestire una domanda sempre più imprevedibile. La risposta passa quindi attraverso sistemi capaci di anticipare criticità e variazioni del mercato, grazie all’impiego di intelligenza artificiale, automazione avanzata, analisi predittive e tecnologie digitali come i digital twin, che consentono di simulare scenari e valutare preventivamente i rischi operativi.
La trasformazione, tuttavia, non riguarda soltanto l’innovazione tecnologica. Diventano centrali anche la qualità dei dati, la revisione dei processi organizzativi e una maggiore integrazione tra tutti gli attori della filiera. In questo contesto assume crescente importanza il concetto di Cost to Serve, strumento che permette di misurare i costi effettivi delle diverse modalità distributive e di individuare le aree di inefficienza lungo il percorso che porta il farmaco al paziente.
Ad accelerare il cambiamento contribuisce inoltre l’evoluzione delle terapie. Farmaci biologici, terapie geniche, cellulari e trattamenti per malattie rare richiedono modelli logistici completamente nuovi. In molti casi la produzione è personalizzata sul singolo paziente, con tempi estremamente ridotti, rigorosi requisiti di conservazione e un coordinamento costante tra centri clinici e strutture produttive.
Durante il confronto è emerso anche il tema della resilienza industriale. Strategie come reshoring, nearshoring e regionalizzazione delle filiere europee sono considerate possibili soluzioni per ridurre la dipendenza da mercati lontani e rafforzare la sicurezza degli approvvigionamenti.
Il quadro delineato dagli operatori del settore indica una direzione precisa: la supply chain del futuro dovrà essere sempre più predittiva, collaborativa e sostenibile. In un contesto in cui garantire il farmaco corretto, nel luogo e nel momento opportuno, rappresenta una sfida crescente, la gestione della filiera si conferma una componente essenziale della competitività industriale e della tutela della salute pubblica.
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