
I dati AIFA sui primi undici mesi del 2025 riaccendono il dibattito sulla sostenibilità della spesa sanitaria regionale. Sotto accusa soprattutto il comparto dei farmaci ospedalieri.
La spesa farmaceutica continua a rappresentare una delle principali criticità per il bilancio sanitario della Basilicata. Secondo gli ultimi dati diffusi dall’Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA), relativi ai primi undici mesi del 2025, la Regione si avvia a chiudere l’anno con uno sforamento stimato vicino ai 60 milioni di euro, alimentando le preoccupazioni sulla sostenibilità economica del sistema sanitario locale.
A riportare l’attenzione sul tema è stato Giovanni Vizziello, capogruppo di Basilicata Casa Comune in Consiglio regionale, che ha commentato i risultati del monitoraggio nazionale sulla spesa farmaceutica evidenziando un ulteriore peggioramento rispetto alle precedenti rilevazioni.
Secondo l’analisi, il principale fattore responsabile del disavanzo sarebbe rappresentato dalla spesa per i medicinali acquistati e distribuiti dalle strutture ospedaliere, una voce che negli ultimi anni ha registrato incrementi costanti in molte regioni italiane. L’introduzione di terapie innovative ad alto costo, l’aumento della complessità assistenziale e la crescita delle patologie croniche rappresentano alcuni degli elementi che stanno contribuendo alla pressione sui conti della sanità pubblica.
Il tema assume particolare rilevanza in Basilicata, dove il controllo della spesa sanitaria è da tempo al centro del confronto politico e istituzionale. Vizziello ha sottolineato la necessità di rafforzare i meccanismi di governance e monitoraggio della farmaceutica ospedaliera, chiedendo una maggiore responsabilizzazione dei vertici delle aziende sanitarie regionali rispetto al raggiungimento degli obiettivi economici.
Nel dibattito torna anche una proposta legislativa già presentata dal gruppo Basilicata Casa Comune e attualmente all’esame della IV Commissione consiliare. Il provvedimento punta a introdurre strumenti più stringenti di controllo della spesa farmaceutica e prevede misure specifiche per i direttori generali delle aziende sanitarie e ospedaliere che non rispettino i limiti di budget stabiliti.
La questione si inserisce in un quadro nazionale caratterizzato da crescenti difficoltà nel contenimento della spesa farmaceutica ospedaliera. I farmaci innovativi, soprattutto in ambito oncologico, ematologico e per le malattie rare, stanno infatti modificando profondamente i modelli di spesa del Servizio sanitario, imponendo alle Regioni nuove strategie di programmazione e valutazione delle risorse.
Nei prossimi mesi i dati definitivi relativi al 2025 consentiranno di quantificare con maggiore precisione l’entità dello sforamento e di valutare eventuali interventi correttivi. Nel frattempo, il caso Basilicata riporta al centro dell’attenzione il delicato equilibrio tra accesso alle innovazioni terapeutiche, sostenibilità economica e capacità di governo della spesa sanitaria regionale.
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