
Solo il 3% conosce l'esame OCT per la diagnosi: indagine demoscopica
Entro 30 anni nel mondo la cecità della popolazione triplicherà e i non vedenti passeranno da 40 milioni a oltre 120, secondo dati OMS. E un recente studio su Lancet stima che le persone con difetti visivi passeranno da 220 a 550 milioni. La conferma di questi dati, relativamente alla situazione italiana, arriva da un'indagine demoscopica dell' Istituto Lorien per conto del Centro Ambrosiano Oftalmico (Camo) secondo cui nel Paese sono 1.400.000 le persone affette da una maculopatia (di varia origine) e sono tra gli 800 mila e il milione coloro in cui questa malattia è legata all'età. In questo senso l'Italia è un Paese ad alto rischio.
"Ed è indispensabile - sostiene Lucio Buratto, direttore scientifico di Camo - un'azione capillare di informazione, se è vero che dall'indagine traspare che solo l'11% della popolazione sa che cosa sia la maculopatia e quali gravi conseguenze comporti".
E come sempre, in medicina, una diagnosi precoce permette un esito migliore delle cure. Almeno quando, "nel 20% dei casi, la degenerazione maculare legata all'età è 'umida' - dice Matteo Cereda, primario all'ospedale Sacco di Milano - perchè oggi ci sono terapie come l'iniezione intravitreale di farmaci anti-VGEF che possono bloccare la malattia allo stadio in cui si trova. Per cui, prima si interviene meglio è. Nel restante 80% di casi, cioè quando la maculopatia è 'secca', non ci sono terapie (salvo ricorrere a un'alimentazione sana, a specifici integratori, ma anche proteggersi gli occhi dagli UV e smettere di fumare), ma la malattia è ad andamento molto più lento".
Nuovi dati clinici rafforzano il ruolo della terapia genica nella maculopatia umida, con risultati positivi fino a 2 anni anche nei pazienti resistenti alle terapie standard.
La terapia genica RGX-314 mostra efficacia fino a 4 anni e apre alla possibilità di trattare la maculopatia umida con una sola iniezione intravitreale.
Nuova frontiera delle cure di patologie dell'endotelio corneale
Nuovi dati clinici rafforzano il ruolo della terapia genica nella maculopatia umida, con risultati positivi fino a 2 anni anche nei pazienti resistenti alle terapie standard.
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