|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
Scegli un Argomento
Scegli uno degli Argomenti da approfondire tra quelli più cliccati.
Non hai trovato nulla di tuo interesse? Cerca con la
Search Bar
qui sotto o consulta la pagina con tutti gli Argomenti facendo click su
Mostra Tutti
.
Scegli una Specializzazione
Clicca su una delle Specializzazioni per accedere a contenuti riguardanti esclusivamente la Specializzazione selezionata.
Non hai trovato la tua Specializzazione? Cercala con la
Search Bar
qui sotto o consulta la pagina con tutte le Specializzazioni facendo click su
Mostra Tutte
.
?

I batteri intestinali influenzano l'efficacia della terapia anticancro

L'immunoterapia funziona meglio in chi ha un microbioma più 'ricco'
Oncologia

I batteri che vivono nell'intestino, che compongono il microbioma, sembrano influenzare l'efficacia dell'immunoterapia contro il cancro. Chi infatti ha un microbioma non danneggiato e più 'variegato' risponde meglio ai farmaci immunoterapici, che non funzionano con tutti i malati.    Lo hanno verificato due diversi studi, uno americano e uno francese, pubblicati sulla rivista Science. I ricercatori hanno raccolto campioni di batteri da pazienti malati di tumore, in cura con l'immunoterapia per potenziare le difese del corpo contro la malattia.

Nello studio del Gustave Roussy Cancer Campus di Parigi, i ricercatori hanno studiato 249 malati con tumore ai reni o polmoni, e dimostrato che chi aveva preso antibiotici, anche per un'infezione dentale, aveva il microbioma intestinale danneggiato ed era più probabile che il cancro continuasse a crescere durante l'immunoterapia. Una specie di batteri in particolare, l'Akkermansia muciniphila, era presente nel 69% dei pazienti che rispondeva ai farmaci rispetto a un terzo di quelli che non ce l'aveva. Hanno visto anche che potenziando la presenza di questi batteri nei topi, migliorava anche la risposta all'immunoterapia. I ricercatori dell'università del Texas invece hanno lavorato su 112 pazienti con melanoma avanzato.

pubblicità

Hanno così osservato che chi rispondeva alla terapia, aveva un microbioma più ricco e variegato rispetto a chi non rispondeva. Una forte quantità di Faecalibacterium e Clostridiales sembra avere un effetto positivo, al contrario delle specie Bacteroidales. I ricercatori hanno fatto quindi un trapianto di materia fecale dalle persone ai topi con melanoma, vedendo che nei roditori, che avevano ricevuto dai pazienti umani il mix di batteri 'buoni', i tumori crescevano meno, rispetto a chi aveva avuto i batteri 'cattivi'. "Se si danneggia il microbioma di un paziente, si compromette la sua capacità di rispondere alla terapia per il cancro", commenta la ricercatrice americana Jennifer Wargo.

fonte: ansa
   

Oncologia
Commenti

I Correlati

L’intestino può influenzare il peso? La nuova frontiera del microbioma
Diabetologia
Leggimi

Ultime News

Ti potrebbero interessare
Tumore cerebrale pediatrico tra i più letali: al via in Europa una nuova sperimentazione di immunoterapia per il DIPG
Oncologia
Tumore cerebrale pediatrico tra i più letali: al via in Europa una nuova sperimentazione di immunoterapia per il DIPG
Un consorzio internazionale, con la partecipazione dell’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù, punta a testare una strategia terapeutica innovativa contro il glioma pontino intrinseco diffuso, una neoplasia rara che oggi offre pochissime possibilità di cu
Tumore di rene e fegato, scoperto il punto debole delle cellule resistenti alle terapie
Ricerca
Tumore di rene e fegato, scoperto il punto debole delle cellule resistenti alle terapie
Uno studio coordinato dall’Università di Roma Tor Vergata e dal Danish Cancer Institute identifica un meccanismo metabolico che aiuta i tumori a sfuggire ai farmaci, ma che potrebbe diventare un nuovo bersaglio terapeutico
Alimenti ultra-processati, perché aumentano il rischio per cuore, metabolismo e intestino
Malattie Cardiovascolari
Alimenti ultra-processati, perché aumentano il rischio per cuore, metabolismo e intestino
Non solo calorie o zuccheri: questi prodotti possono alterare i meccanismi che regolano fame, microbiota e infiammazione. E le conseguenze si riflettono su obesità, diabete e salute cardiovascolare
Intelligenza artificiale in oncologia, un nuovo modello apre la strada a decisioni cliniche più personalizzate
Ricerca
Intelligenza artificiale in oncologia, un nuovo modello apre la strada a decisioni cliniche più personalizzate
Uno studio pubblicato su Nature Medicine presenta COMPASS, un modello di intelligenza artificiale in grado di prevedere la risposta all'immunoterapia in diversi tumori.

Siamo oltre 250.000 medici: aggiornati e informati.

Ogni giorno pubblichiamo per te tanti contenuti e li organizziamo perchè tu possa sempre trovare ciò che vuoi.