
La scoperta è contenuta in uno studio pubblicato su Scientific Reports e coordinato da due ricercatrici dell'Università di Bari Aldo Moro, Nicoletta Resta e Carmen Abate
Identificata una caratteristica "firma cellulare pre-tumorale" nei tessuti mammari sani delle donne portatrici di mutazioni di BRCA1 e 2, i geni conosciuti dopo le malattie di Angelina Jolie e Bianca Balti, che aumentano esponenzialmente il rischio di contrarre un tumore al seno e ovaie. La scoperta apre potenzialmente la strada a strategie di prevenzione e medicina di precisione per le persone ad alto rischio ed è contenuta in uno studio pubblicato su Scientific Reports e coordinato da due ricercatrici dell'Università di Bari Aldo Moro, Nicoletta Resta e Carmen Abate.
Il gruppo di ricercatori ha esaminato il tessuto mammario di donne portatrici sane di geni alterati che si erano sottoposte a chirurgia e ha osservato due aspetti principali.
La ricerca è stata sostenuta dal Mur - NextGenerationEU e dal progetto Mise 'Genesi' per lo sviluppo di radiofarmaci e biomarcatori innovativi e con il sostegno della piattaforma Elixir-It, l'Infrastruttura di Ricerca Europea per le Scienze della Vita. Si è avvalsa di strumenti avanzati acquisiti attraverso il progetto infrastrutturale CNRBiOmics per la produzione di dati omici e l'analisi bioinformatica, ed il progetto ELIXIRNextGenIT. Il gruppo di studio, oltre a Nicoletta Resta e Carmen Abate, include anche Francesco De Leonardis, Maria Antonietta Di Noia, Antonella Turchiano, Stefania Martino, Anna Maria D'Erchia, Antonio Scilimati e Antonella Cormio, docenti UniBa afferenti a vari dipartimenti.
Il trattamento in prima linea con daratumumab in somministrazione sottocutanea e in combinazione con bortezomib, lenalidomide e desametasone ha mostrato nei pazienti eleggibili a trapianto una sopravvivenza di circa 17 anni
Il nuovo regime conferma l’importanza di daratumumab sottocute come terapia di prima linea nel mieloma multiplo in grado di ritardare significativamente la progressione della malattia
Al via i bandi Fellowship e Community Award di Gilead per progetti in ambito infettivologico, epatologico e oncologico, tra ricerca e terzo settore.
In Italia poco più di 3mila oncologi per 3,5 milioni di pazienti. Burocrazia e burnout riducono il tempo di cura, mentre i bisogni aumentano.
Sono un antiepilettico e un farmaco per il colesterolo che insieme sono in grado di modificare la biologia del tumore e potenziare l'effetto della chemioterapia
Dal melanoma al seno. Da studiare il fenomeno della resistenza in certi pazienti
Ricercatori di IEO e dell’Università degli Studi di Milano scoprono come farmaci già in uso possono essere potenzialmente efficaci contro tumori con una diffusa anomalia genetica
I nuovi dati dello studio MARIPOSA, presentati alla World Conference on Lung Cancer 2024, hanno confermato una superiorità clinica a lungo termine della terapia amivantamab più lazertinib rispetto alla monoterapia con osimertinib
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