Canali Minisiti ECM

La sfida contro il tumore al seno: il Pascale primo centro della Campania e terzo in Italia per mastectomia robotica con Single Port

Odontoiatria Redazione DottNet | 03/10/2025 15:44

A eseguire l’intervento è stata l’équipe di chirurgia senologica dell’IRCCS di Napoli diretta da Raimondo Di Giacomo, coadiuvato da Claudio Siani e Alfredo Fucito

Si tratta di una procedura rivoluzionaria che rappresenta una delle più alte frontiere della chirurgia senologica moderna, riservata a pazienti con mutazione genetica BRCA. È un intervento mininvasivo con ricostruzione plastica immediata, eseguito con un’incisione di 2,5 centimetri sotto l’ascella della paziente. A eseguire l’intervento,  su una paziente di 48 anni con diagnosi di tumore al seno e già sottoposta a chemioterapia, è stata l’équipe di chirurgia senologica dell’IRCCS di Napoli diretta da Raimondo Di Giacomo, coadiuvato da Claudio Siani e Alfredo Fucito.

«L’intervento con il da Vinci SP è stato eseguito attraverso una singola incisione di due centimetri e mezzo praticata sotto l’ascella della paziente - spiega Di Giacomo - .

L’’estrema precisione chirurgica ha permesso di conservare la sensibilità del seno, di preservare il complesso areola-capezzolo e il lembo cutaneo e sottocutaneo che contiene i vasi sanguigni superficiali nonché di ridurre al minimo la cicatrice chirurgica che è peraltro situata lontano dalla mammella». In questo modo vengono sensibilmente migliorati l’impatto estetico e la qualità di vita delle donne sottoposte a mastectomia, spesso penalizzate sotto l’aspetto psico-fisico dal post intervento con tecnica classica e quindi una migliore qualità della vita".

pubblicità

La tecnica robotica consente infatti una dissezione estremamente precisa e delicata che permette, nei casi idonei, di mantenere una percezione pressoché naturale del seno. Nella stessa seduta chirurgica e attraverso lo stesso accesso, avviene anche la ricostruzione plastica robotica, effettuata dal chirurgo plastico in sinergia con l’équipe senologica. Dopo 3 giorni dall'intervento la paziente è stata dimessa. Sta bene e da stamattina è a casa.

Commenti

I Correlati

Il trattamento in prima linea con daratumumab in somministrazione sottocutanea e in combinazione con bortezomib, lenalidomide e desametasone ha mostrato nei pazienti eleggibili a trapianto una sopravvivenza di circa 17 anni

Il nuovo regime conferma l’importanza di daratumumab sottocute come terapia di prima linea nel mieloma multiplo in grado di ritardare significativamente la progressione della malattia

Al via i bandi Fellowship e Community Award di Gilead per progetti in ambito infettivologico, epatologico e oncologico, tra ricerca e terzo settore.

In Italia poco più di 3mila oncologi per 3,5 milioni di pazienti. Burocrazia e burnout riducono il tempo di cura, mentre i bisogni aumentano.

Ti potrebbero interessare

“Il fattore chiave per determinare un buon candidato per il trattamento è la salute di denti e gengive, quindi è necessario un parodonto sano, in assenza di sanguinamento"

A 6 anni fabbisogno pari a zero,oltre 1500 iniziano corso laurea

La guida degli esperti sulla connessione tra salute orale e salute neurologica: ecco perché lavarsi i denti è un’abitudine essenziale

Legame tra parodontite e eccesso peso, base infiammatoria comune

Ultime News

Più letti