Cattive notizie per le future mamme che vivono nel cuore di una metropoli, cioè nelle zone più trafficate. I bimbi nati nelle aree avvelenate dallo smog provocato dalle auto, potrebbero essere più a rischio di sviluppare l'asma. E questo per colpa di sottili modificazioni genetiche avvenute quando erano ancora nel pancione. Lo rivela una nuova ricerca, condotta dagli studiosi dell'University of Cincinnati e della Columbia University (Usa), che sarà pubblicata la settimana prossima su 'Plos One'.
Con uno studio che ha esaminato il sangue da cordone ombelicale di alcuni neonati di New York, i ricercatori hanno scoperto le tracce di un possibile nuovo biomarker - un'alterazione epigenetica nel gene Acsl3 - associato con l'esposizione prenatale agli idrocarburi aromatici policiclici. Questi composti chimici sono il sottoprodotto della combustione incompleta di carburanti, e sono presenti ad alti livelli nelle zone a più intenso traffico automobilistico. L'esposizione a questi 'veleni' è stata collegata a malattie come tumori e asma infantile. I ricercatori ora ci spiegano che il pericolo inizia nell'utero. I risultati dello studio forniscono un potenziale indizio per poter prevedere casi di asma collegati all'ambiente nei bambini, in particolare in quelli nati da donne che vivono nelle aree più congestionate dalle auto, come ad esempio Northern Manhattan e South Bronx a New York, proprio nei nove mesi di attesa.
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