Lombardia, arriva il tutor per i malati cronici: i medici protestano

Sanità regionale | Redazione DottNet | 15/01/2018 12:34

Inviate le lettere ai pazienti sul nuovo modello di cura. La risposta dei camici bianchi

Sono partite ieri le lettere indirizzate ai pazienti cronici per chiedere l'adesione alla riforma regionale lombarda che li riguarda. ''Chiediamo a tutte le cittadine e cittadini coinvolti di scegliere di non aderire alla riforma e rimanere con il proprio medico di base. Nel frattempo inviamo questa lettera aperta all'assessore al welfare della Lombardia per evidenziare i nodi più critici delle delibere''. A scriverlo sono alcuni medici, tra cui Vittorio Agnoletto, Fulvio Aurora di Medicina democratica e Albarosa Raimondi, esperta in organizzazione dei servizi sanitari.

''Scopo dichiarato della riforma sanitaria - scrivono nella lettera all'assessore Gallera - è quello di migliorare l'assistenza per i cittadini affetti da patologie croniche. Lo strumento individuato (affidamento ad un Gestore) non sembra però affrontare alcuno dei nodi che rendono difficile per i pazienti e per i Medici di Medicina Generale far fronte, in modo adeguato, alle necessità di procedure diagnostiche e terapeutiche''. ''La riforma - sostengono - non affronta e non risolve il problema annoso delle liste di attesa. La situazione risulta ulteriormente aggravata dalla cattiva gestione derivante dai 'tetti di spesa' (che sono causa notoria del blocco di attività ambulatoriali, visite specialistiche e prestazioni sanitarie). Da anni si assiste invece a tagli continui e sistematici al sistema sanitario pubblico, 'compensati' da abnormi finanziamenti a favore del sistema privato accreditato''.

''La riforma, inoltre - si aggiunge nella lettera - toglie ai malati cronici la libertà di scelta, ovvero la possibilità di continuare a farsi seguire dallo stesso specialista o dalla stessa struttura sanitaria presso i quali erano in cura precedentemente, costringendoli ad accettare lo specialista e le strutture sanitarie, pubbliche o private accreditate, imposte dal gestore''. ''Si creano, dunque - proseguono i medici - possibili e spiacevoli situazioni conflittuali e di confusione nel caso in cui il paziente scegliesse un gestore per la cronicità pur rimanendo necessariamente in carico al proprio medico di base per tutte le altre malattie''.''La riforma prevede, anche - conclude la lettera - la destinazione di soldi pubblici per pagare i compensi destinati alle nuove figure previste dalla proposta regionale (manager, coordinatori, medici addetti alla stesura del PAI, ecc.); in tal modo diminuirà la disponibilità economica destinata direttamente alle cure e all'assistenza dei cittadini''.

Il nuovo modello di presa in carico è basato sulla figura di un tutor chiamato "gestore" (un medico o una struttura sanitaria), afferma l'assessore al Welfare di Regione Lombardia Giulio Gallera. "Come ogni riforma - spiega Gallera - c'è voluto del tempo per studiarla e metterla in atto e siamo consapevoli che altrettanto tempo sarà necessario perché venga assimilata, metabolizzata e anche affinata e ulteriormente migliorata. Da lunedì però sarà realtà per gli oltre 3 milioni di pazienti cronici lombardi".

Sono oltre 3 milioni i malati cronici in Lombardia e la comunicazione che arriverà nelle loro case "spiegherà i vantaggi che il nuovo modello di cura porterà nella loro vita, grazie a un tutor chiamato 'gestore' che li accompagnerà in tutto il loro percorso, prenotandogli visite ed esami e sollevandoli da ogni stress", assicura Gallera. Nella lettera sarà indicato il medico che ha aderito o il medico e la struttura sanitaria, tra quelli già di riferimento e territorialmente vicini, che si occuperanno del loro percorso di cura, "tra i quali i pazienti potranno optare nel rispetto della libertà di scelta", oltre al numero del contact center regionale (800-638638). Successivamente i pazienti saranno chiamati a sottoscrivere un "patto di cura" in base al quale riceveranno un Piano assistenziale individualizzato (Pai) dove saranno inseriti tutti gli esami, le prestazioni e i controlli previsti per il loro tipo di patologia, da effettuare nell'arco di un anno.

Il nuovo modello, assicura l'assessore, porterà "benefici anche per i non cronici che vedranno abbattute le liste d'attesa e in caso di eventi acuti non si troveranno più ad avere a che fare con Pronto soccorso affollati, visto che i pazienti cronici assorbono il 70 per cento delle risorse". L'obiettivo del nuovo sistema, conclude Gallera, "è valorizzare la figura del medico di medicina generale che grazie alla collaborazione con i colleghi ospedalieri e delle strutture socio-sanitarie, potrà tenere monitorata la situazione dei propri pazienti e essere protagonista dell'organizzazione delle loro cure".

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