
Scoperti ceppi che possono aumentarne lo sviluppo
Alcuni batteri possono alimentare lo sviluppo del cancro al colon. E' questa la conclusione a cui sono arrivati i ricercatori del Johns Hopkins Bloomberg-Kimmel Institute in una pubblicazione che è stata pubblicata sia su Cell sia su Science. Gli studiosi hanno accertato un processo con il quale alcuni batteri proprio nel colon riescono a invadere lo strato protettivo di muco e creano un micro-ambiente con un microfilm appiccicoso, completo di sostanze nutritive e di tutto ciò di cui i batteri hanno bisogno per sopravvivere.
Ciò, porta a una infiammazione cronica e a un conseguente danno al Dna che ha come conseguenza la formazione del tumore. Il ceppo di Bacteroides fragilis ha un sottotipo, chiamato Etbf, che produce una tossina che attiva determinati percorsi che promuovono il cancro nelle cellule epiteliali del colon causandone l'infiammazione.
fonte: Cell, Science
Un’analisi del Cipomo stima il tempo che gli oncologi dedicano ad attività amministrative: 19 ore settimanali. Un carico che incide sulla relazione di cura e riapre il tema della riorganizzazione del lavoro.
Il trattamento in prima linea con daratumumab in somministrazione sottocutanea e in combinazione con bortezomib, lenalidomide e desametasone ha mostrato nei pazienti eleggibili a trapianto una sopravvivenza di circa 17 anni
Il nuovo regime conferma l’importanza di daratumumab sottocute come terapia di prima linea nel mieloma multiplo in grado di ritardare significativamente la progressione della malattia
In Italia poco più di 3mila oncologi per 3,5 milioni di pazienti. Burocrazia e burnout riducono il tempo di cura, mentre i bisogni aumentano.
Commenti