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Uso combinato dei farmaci riduce il rischio chirurgico di aborto

Farmaci Redazione DottNet | 08/06/2018 17:55

Studio clinico condotto da ricercatori della Perelman School of Medicine dell'Università della Pennsylvania

Una combinazione di due farmaci (il mifepristone e il misoprostolo) può ridurre la necessità di un intervento chirurgico per completare il processo dell'aborto.  E' questo il risultato di un nuovo studio clinico condotto da ricercatori della Perelman School of Medicine dell'Università della Pennsylvania che è stato pubblicato sul New England Journal of Medicine. Solitamente in questi casi si usa il misoprostolo, ma l'uso associato con l'altro principio attivo permette, secondo gli studiosi, una maggiore affidabilità. Ogni anno negli Stati Uniti circa un milione di donne ha aborti spontanei. Quando il corpo non espelle il feto le donne hanno due vie: o devono sottoporsi a una procedura chirurgica o assumono il misoprostolo.

Questa seconda strada però, dicono i ricercatori, non sempre funziona. "L'aborto è la complicanza più comune della gravidanza e il carico sulla salute pubblica è sia fisico sia psicologico. Per troppe donne, il misoprostolo da solo porta alla frustrazione", ha detto l'autore principale dello studio, Courtney A.  Schreiber, professore associato di Ostetricia e Ginecologia presso la Perelman School of Medicine. Ancora non è chiaro perché l'uso combinato sia più efficace, ma il 91,2% delle donne a cui è stato somministrato ha avuto l'espulsione del sacco gestazionale entro due giorni dal trattamento.

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fonte:  New England Journal of Medicine

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