
I ricercatori suggeriscono di adottare l'etichetta con i punteggi di qualità
Il rischio dello sviluppo di un tumore cresce all'aumentare dell'uso di cibo spazzatura (il cosiddetto junk food). E' questo il risultato di uno studio condotto dall'Istituto nazionale francese per la salute e la ricerca medica in collaborazione con l'Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro dell'Oms e che è stata pubblicata sulla rivista scientifica Plos Medicine. Nell'analisi (che ha coinvolto oltre 470mila persone) è emersa un'associazione tra l'inferiore qualità nutrizionale di cibo e il rischio di cancro. I più alti valori dell'indice dietetico erano associati a un maggior rischio di tumori all'apparato digerente (sia del tratto superiore, sia dello stomaco, sia del colon retto), di cancro ai polmoni (per gli uomini) e di cancro al fegato e al seno (per le donne).
fonte: plos medicine
La Commissione sull’Obesità Clinica raccomanda un nuovo approccio, con più sfumature, nel quale vengono usate in aggiunta al BMI anche delle misure del grasso corporeo
Il trattamento in prima linea con daratumumab in somministrazione sottocutanea e in combinazione con bortezomib, lenalidomide e desametasone ha mostrato nei pazienti eleggibili a trapianto una sopravvivenza di circa 17 anni
Il nuovo regime conferma l’importanza di daratumumab sottocute come terapia di prima linea nel mieloma multiplo in grado di ritardare significativamente la progressione della malattia
Gasbarrini: “Il continuo aumento delle malattie infiammatorie e metaboliche durante l’infanzia, dovuto alle modificazioni della flora intestinale, sta creando una situazione mai vista in passato. I numeri sono preoccupanti"
La correlazione emerge per la prima volta da uno studio condotto presso l'Università della California, a Riverside, e pubblicato sul Journal of Clinical Investigation Insight
I ricercatori del Labanof dell’Università Statale di Milano hanno esaminato due scheletri di donne e dei loro feti, con deformità attribuibili all'osteomalacia, una patologia legata alla fragilità ossea e associata alla carenza di vitamina D
Lo rivela uno studio effettuato su 1771 studenti di 48 scuole elementari pubbliche di Madrid
La pratica potrebbe salvare 820.000 vite l'anno
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