
I fattori di rischio delle malattie cardiovascolari, la causa di morte più frequente nella popolazione adulta nei paesi ad alto sviluppo economico ed industriale.
Tra i fattori di rischio ben riconosciuti delle malattie cardiovascolari, come ci spiega Anna Vittoria Mattioli (Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia; Istituto Nazionale per le Ricerche Cardiovascolari), i più frequenti sono: ipertensione, diabete mellito, obesità e dislipidemia. Il paziente diabetico è un paziente ad alto rischio cardiovascolare che richiede una stratificazione del rischio molto accurata ed un trattamento intensivo non solo del diabete stesso, ma anche dei fattori di rischio concomitanti. In Italia, oltre 3 milioni di persone sono affette da diabete, il che corrisponde al 5,3% dell’intera popolazione (di cui il 16,5% fra le persone di 65 anni e oltre). La diffusione del diabete è quasi raddoppiata in trent’anni e le proiezioni ne vedono un aumento esponenziale. Anche rispetto al 2000 i diabetici sono circa 1 milione in più e ciò è dovuto a diversi motivi: primo fra tutti l’invecchiamento della popolazione, è infatti ben noto che l’incidenza di diabete di 2 tipo aumenta con l’aumentare dell’età; inoltre hanno inciso sia l’anticipazione delle diagnosi che l’aumento della sopravvivenza dei malati di diabete grazie anche a nuove terapie.
In sintesi:
i fattori di rischio di malattia cardiovascolare: ipertensione, ipercolesterolemia, obesità e diabete sono in costante aumento a causa di uno stile di vita scorretto (alimentazione ipercalorica e ricca di grassi e scarsa attività fisica)
il paziente affetto da diabete deve essere considerato ad alto rischio per malattia cardiovascolare e di conseguenza deve essere sottoposto ad un trattamento intensivo e a controlli periodici per prevenire danno cardiaco
i pazienti diabetici hanno un rischio di sviluppare eventi cardiovascolari da 2 a 4 volte superiore rispetto ai soggetti non diabetici
un miglioramento nel controllo del rischio cardiovascolare nel paziente diabetico si può ottenere anche grazie allo sviluppo di farmaci innovativi e alla diagnosi precoce di diabete
un corretto stile di vita (alimentazione equilibrata e attività fisica costante), una adeguata terapia ed una gestione multidisciplinare ed integrata del paziente diabetico possono migliorare il controllo della malattia e ridurre le complicanze cardiovascolari.
Società scientifiche ed esperti concordano sulla necessità di agire sull’organizzazione e il monitoraggio – anche attraverso i LEA - e sulla comunicazione per un paziente più consapevole
Per colmare questo vuoto, è stato realizzato il Manifesto: “Rischio cardiovascolare residuo: analisi del contesto e delle opzioni terapeutiche, tra innovative strategie di prevenzione e sostenibilità di sistema”
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