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Mandorle e cuore: una metanalisi internazionale rivela un nuovo meccanismo protettivo sul metabolismo lipidico

Cardiologia
Malattie Cardiovascolari
Ipercolesterolemia
Prevenzione Cardiovascolare

Il consumo regolare di mandorle potrebbe contribuire in modo significativo alla tutela della salute cardiovascolare. A suggerirlo è una nuova revisione sistematica con metanalisi pubblicata sulla rivista scientifica Nutrients, che ha analizzato i risultati di numerosi studi clinici sull’impatto della frutta secca sui lipidi ematici.

La ricerca, guidata da Kathy Musa-Veloso, ha esaminato complessivamente 36 trial randomizzati che hanno coinvolto 2.485 adulti. I partecipanti hanno assunto quantità giornaliere di mandorle comprese tra 25 e 168 grammi per periodi di almeno quattro settimane. L’obiettivo era valutare gli effetti sul profilo lipidico e su alcuni marcatori emergenti del rischio cardiovascolare.

Effetti sui principali indicatori lipidici

L’analisi ha evidenziato che l’introduzione abituale di mandorle nella dieta è associata a diversi miglioramenti metabolici. In particolare, è stata osservata una riduzione significativa del colesterolo totale e del colesterolo LDL, spesso definito “cattivo” perché coinvolto nei processi di aterosclerosi.

Parallelamente è stata registrata una diminuzione del colesterolo non HDL e una riduzione, seppur moderata, dei trigliceridi. L’assunzione di mandorle sembra inoltre favorire un equilibrio più favorevole tra LDL e HDL, contribuendo a migliorare il profilo complessivo dei lipidi circolanti.

Secondo i ricercatori, uno dei risultati più rilevanti riguarda il calo dei livelli di apolipoproteina B (ApoB), una proteina associata al trasporto del colesterolo verso le pareti arteriose e considerata un indicatore importante di rischio cardiovascolare.

La novità: l’equilibrio tra ApoB e ApoA

Per la prima volta una metanalisi ha analizzato anche il rapporto tra ApoB e apolipoproteina A (ApoA), due proteine coinvolte rispettivamente nel deposito e nella rimozione del colesterolo dalle arterie.

Il rapporto ApoB/ApoA è considerato un indicatore sensibile del rischio cardiovascolare: valori elevati suggeriscono una maggiore probabilità di sviluppare patologie cardiache. Lo studio ha evidenziato che il consumo di mandorle riduce significativamente questo rapporto, indicando un equilibrio più favorevole tra i due sistemi di trasporto lipidico.

Un alimento ricco di nutrienti cardioprotettivi

Le mandorle rappresentano una fonte di nutrienti utili per il metabolismo cardiometabolico: una porzione di circa 30 grammi fornisce proteine vegetali, fibre alimentari e grassi insaturi, oltre a micronutrienti come vitamina E, magnesio e manganese.

Secondo l’esperto di nutrizione Michelangelo Giampietro, questi risultati rafforzano il possibile ruolo della frutta secca nella prevenzione cardiovascolare e nel mantenimento di un equilibrio lipidico favorevole.

Nonostante alcune ricerche analizzate fossero sostenute da finanziamenti del settore, gli autori sottolineano che l’effetto protettivo della frutta secca è stato confermato anche da numerosi studi osservazionali indipendenti. In un contesto globale in cui le malattie cardiovascolari restano la principale causa di morte secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità, l’inclusione regolare di mandorle nella dieta potrebbe rappresentare una semplice strategia nutrizionale a supporto della salute del cuore.

 

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