
I sindacati minacciano ulteriori forme di protesta contro il provvedimento che non dà nulla alla categoria. Prosegue lo stop agli straordinari
"La spesa per la sanità e' in piena decrescita. La Manovra prevede un incremento dello 0,9% rispetto allo scorso anno. Se e' vero che non ci sono tagli in termini assoluti, e' anche vero che il finanziamento in termini reali, considerando l'inflazione, e' in calo. Per questo lo stato di agitazione della categoria potrebbe proseguire fino a dicembre". Mentre i professionisti proseguono lo "sciopero bianco" con gli stop agli straordinari Carlo Palermo (nella foto), segretario del sindacato dei medici Anaao-Assomed, tuona in merito al finanziamento del Fondo Sanitario fissato a 114,43 miliardi per il 2019, pari a un miliardo in più rispetto al 2018.
Un incremento, prosegue Palermo, "che non permette di portare a conclusione la partita dei contratti e insieme l'erogazione dei nuovi Livelli Essenziali di Assistenza".
Anche Fp Cgil Cgil medici non ci sta: assunzioni, specializzazioni e contratti sono i tre nodi che rischiano di mettere in crisi il Servizio Sanitario Nazionale e che "non vengono affrontati, se non in minima parte, dalla manovra". Alla sanità per il 2019 arriverà solo 1,14 miliardi e 4 miliardi e mezzo in 3 anni, spiega Andrea Filippi, segretario Fp Cgil medici, "ma questo non è nulla di più di quanto già previsto dalla precedente legge di bilancio del governo Gentiloni e niente di comparabile a quanto serve". In particolare, denunciano "briciole per le borse di specializzazione, poiché ne sono previste solo 900 per 4 anni per una spesa di 20 milioni euro l'anno, quando è noto che di borse di specializzazione rispetto al fabbisogno su tutto il territorio nazionale ne servirebbero almeno 2500". Nella Manovra sono previsti 10 milioni di euro per le borse di Medicina Generale e fondi per la riqualificazione delle strutture sanitarie obsolete.
Ma nulla, prosegue, "sul contratto dei medici scaduto da 10 anni e nulla sulle assunzioni necessarie per garantire il ricambio generazionale dopo anni di blocco del turnover". A fronte di questa situazione e in vista dello sciopero di 24 ore previsto per novembre, prosegue la mobilitazione lanciata poche settimane fa dall'Intersindacale. Oltre alle assemblee sindacali sui luoghi di lavoro, conclude Filippi, "sono in corso da giorni gli stop agli straordinari e l'utilizzo delle ferie che finora molto spesso non venivano godute per far fronte alle necessità di coprire i turni: stiamo cercando di mostrare cosa accade se ci riprendiamo i nostri diritti".
Il sottosegretario richiama la scadenza del 30 giugno per l'operatività delle Case di Comunità. Dopo l'appello di Schillaci ai medici, il Governo alza la pressione sul negoziato.
Stop al progetto che prevedeva il passaggio alla dipendenza per una parte dei medici di famiglia e la presenza obbligatoria nelle Case di Comunità. Si lavora ora a una soluzione negoziale.
L'ultima presa di posizione dell'amministrazione Trump contro lo Iarc è solo l’ultima frattura tra due mondi sempre più lontani. Ora anche nelle politiche sanitarie.
Da Aiop e Regione nuova difesa dell’integrazione tra pubblico e privato come punto di forza del modello lombardo. Ma tra finanziamenti pubblici, accreditamenti e gestione delle criticità, resta aperto il tema della governance reale del sistema
Anaao chiede un tavolo nazionale sul ruolo dei professionisti nella sanità territoriale. Di Silverio: "No a trasferimenti impropri di medici ospedalieri".
Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Fp chiedono un confronto urgente con Governo e Regioni. Al centro lo stallo del rinnovo contrattuale nella sanità privata e nelle Rsa.
Il sindacato dei medici italiani contesta la bozza Schillaci: “Case di Comunità sì, ma senza obblighi imposti per decreto”.
Il sindacato critica l’accordo Italia-India: “Nessun reclutamento estero fermerà la crisi se il SSN continua a perdere infermieri italiani”.
Commenti