
Le nanosfere sono state messe a punto negli Stati Uniti da Alessandra Luchini, borsista del programma Italia-Usa presso il gruppo di Proteomica dell'università George Mason (Virginia) diretto da Emanuel Petricoin. ''Nei primi test si sono rivelate un efficace strumento antidoping perchè hanno riconosciuto l'ormone della crescita nel sangue e nelle urine a distanza di una settimana'', ha detto Ruggero De Maria, dell'Istituto Superiore di Sanità (Iss), coordinatore del Programma Italia-Usa per la parte oncologica con Claudio Belluco, del Centro di Riferimento Oncologico (Cro) di Aviano (Pordenone). Le nanoparticelle, spiega De Maria, sono trappole anti-tumore: ''al loro interno c'è un'esca che cattura alcuni tipi di marcatori tumorali e si lega ad essi''. Riesce a scovarli nel sangue, dove nessuna tecnica oggi disponibile riesce a vederli, diluiti come sono.




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