
Semplificare la terapia del diabete di tipo 2 con un’unica somministrazione settimanale e fare in modo che l’innovazione arrivi rapidamente ai pazienti, senza differenze legate al luogo di residenza. È l’obiettivo indicato dall’Intergruppo parlamentare Obesità, diabete e malattie croniche non trasmissibili dopo il via libera della Commissione europea alla combinazione di insulina basale icodec e semaglutide.
A intervenire sono Daniela Sbrollini e Roberto Pella, co-presidenti dell’Intergruppo parlamentare Obesità, diabete e malattie croniche non trasmissibili, che chiedono all’Italia di puntare su un accesso tempestivo ed equo alla nuova opzione terapeutica.
L’accesso alle nuove terapie
«L’Italia ha l’opportunità di essere nuovamente all’avanguardia nell’innovazione per la cura del diabete, traducendo il progresso scientifico in risposte concrete ai bisogni delle persone e delle loro famiglie», dichiarano Sbrollini e Pella. La nuova combinazione punta soprattutto a ridurre la complessità della terapia attraverso una somministrazione settimanale. Un aspetto sul quale i due parlamentari richiamano l’attenzione anche in termini di continuità delle cure e qualità della vita.
«Il valore dell’innovazione si misura anche nella capacità di semplificare la vita quotidiana. Ridurre la complessità della terapia e il numero delle somministrazioni può contribuire a sostenere la continuità delle cure e la qualità di vita, alleggerendo il carico che la malattia comporta per le persone e per chi le assiste».
Aderenza terapeutica e gestione della cronicità
Per l’Intergruppo, la novità deve inserirsi in un modello di presa in carico complessiva del diabete, nel quale al controllo glicemico si affianchi l’attenzione alle complicanze, alle comorbidità e ai bisogni individuali dei pazienti. «In questa direzione, l’Intergruppo parlamentare è impegnato a promuovere le condizioni perché ogni innovazione capace di favorire l’aderenza terapeutica e migliorare la qualità di vita si traduca in opportunità concrete e accessibili per le persone con diabete», sottolineano Sbrollini e Pella. Il tema, dunque, non è soltanto la disponibilità di nuove soluzioni terapeutiche, ma la loro capacità di entrare concretamente nei percorsi di cura.
La richiesta
L’attenzione si sposta quindi sui tempi e sull’equità di accesso. Sbrollini e Pella ricordano che l’Italia è stata «il primo Paese al mondo a rendere disponibile l’insulina settimanale» e auspicano che possa collocarsi tra i primi Stati europei anche nell’accesso alla nuova combinazione. «L’auspicio è che questa opportunità possa essere resa tempestivamente disponibile, garantendo equità di accesso su tutto il territorio», affermano. Una questione che i co-presidenti riconducono direttamente alle scelte di politica sanitaria: «La capacità di portare l’innovazione alle persone è parte essenziale di una politica sanitaria che investe nella gestione delle cronicità e nella riduzione delle disuguaglianze».




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