
Grasso di troppo, soprattutto addominale, e tumore del seno: il binomio sarebbe estremamente pericoloso secondo un nuovo studio americano. La ricerca ha individuato rischi quasi due volte piu' alti di sviluppare cancro mammario invasivo in donne peraltro in buona forma fisica, ma con adipe in eccesso e in particolare nella zona addominale. La ricerca realizzata al Cancer Center del Weil Cornell Medicine di New York, si e' concentrata esclusivamente sullo studio di donne con un 'indice di massa corporea' (BMI) nei limiti della norma. Che non indicava quindi un livello di grasso eccessivo nel corpo delle pazienti.
Piu' di 3.460 donne in menopausa tra i 50 ed i 79 anni sono state seguite per 16 anni: 182 hanno sviluppato cancro della mammella. La analisi condotta dal team guidato da Andrew Dannenberg, ha osservato rischi piu' alti di quasi due volte nelle volontarie con il livello di adipe piu' alto, particolarmente sulla pancia. I dati sono pubblicati su 'Jama Oncology'. "Per alcune donne senza predisposizioni genetiche al tumore, il grasso in eccesso potrebbe essere una delle spiegazioni al manifestarsi del cancro", ha osservato Dannenberg. Tra i motivi della pericolosità dei grassi superflui figurerebbe il loro ruolo nell'aumentare il livello di infiammazione nell'organismo.
fonte: Jama Oncology

Nel trial DeLLphi-305, aggiungere tarlatamab a durvalumab nel mantenimento di prima linea ha ridotto del 58% il rischio di morte rispetto al solo durvalumab.

Uno studio identifica un asse di segnalazione indipendente dai nutrienti: le mutazioni di ATP6V1B2 possono sostenerne l’attivazione e favorire la proliferazione neoplastica.

Il progetto europeo coinvolge 133 organizzazioni di 29 Paesi e punta a condividere competenze e innovazione in sette aree dell’oncologia, favorendo una maggiore uniformità dell’assistenza e il trasferimento dei risultati della ricerca nella pratica c

Nello studio di fase 3 DeLLphi-305, la combinazione in mantenimento di prima linea ha portato la sopravvivenza globale mediana a 21,1 mesi, rispetto ai 12,7 mesi con il solo durvalumab, nei pazienti con carcinoma polmonare a piccole cellule in stadio
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