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L'acido folico aiuta a preservare il DNA anche negli adulti

Medicina Interna Redazione DottNet | 07/01/2019 13:37

La carenza di folati provoca anomalie più dannose del previsto

La vitamina che preserva il Dna, ovvero l'acido folico, la cui assunzione è consigliata alle donne in gravidanza, andrebbe assunta in sufficiente quantità durante tutta la vita. Una sua carenza è infatti legata ad importanti anomalie dei cromosomi, che possono essere all'origine di malattie. Questa la conclusione di uno studio i cui risultati sono stati pubblicati su Pnas.  I folati, o vitamina B9, sono contenuti in alimenti come spinaci, bieta, piselli, broccoli, fagioli. La loro supplementazione è consigliata alle future mamme per evitare i difetti congeniti del tubo neurale nel nascituro, poiché hanno il compito di preservare i cromosomi garantendo una corretta sintesi del Dna.

Un team del Dipartimento di medicina molecolare dell'Università di Copenaghen, per ricostruire il meccanismo all'origine dei danni al feto ha concentrato l'attenzione su una parte del genoma dei linfociti di uomini (Fraxa).

Si è così osservato che la prolungata carenza di acido folico provocava anomalie nella duplicazione dei cromosomi: ovvero rendeva instabile il cromosoma X con la conseguenza che le cellule frutto della divisione ereditavano una quantità errata di Dna. E tale danno non può più essere riparato successivamente. Questi risultati, spiegano i ricercatori, "suggeriscono un meccanismo mediante il quale il deficit di folati contribuisce all'insorgere di una vasta gamma di malattie umane".  L'instabilità dei siti fragili del cromosoma, infatti, "è fattore causale in diverse patologie nell'adulto, tra cui il cancro e disturbi neurologici". 

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fonte: pnas

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