
Agiscono su strutture insolite del Dna, attivando le difese immunitarie
Individuate nuove possibili armi contro i tumori. Sono piccole molecole che, interagendo con strutture insolite del Dna, provocano la morte delle cellule tumorali e allo stesso tempo stimolano le difese dell'organismo. Lo studio è stato condotto da un gruppo italiano dell'Università di Bologna, coordinato da Giovanni Capranico, e pubblicato sulla rivista dell'Accademia delle Scienze americana (Pnas). La ricerca, finanziata grazie al contributo dell'Associazione Italiana per la Ricerca sul Cancro (Airc), è basata sullo studio di alcuni errori del Dna osservati per la prima volta pochi anni fa e rappresentati da gruppi di 4 guanine, una delle lettere che compongono l'alfabeto della vita. In queste strutture, denominate quartetti di guanine, invece della classica doppia elica il Dna ha una quadrupla elica ricca di guanina.
fonte: pnas
Un’analisi del Cipomo stima il tempo che gli oncologi dedicano ad attività amministrative: 19 ore settimanali. Un carico che incide sulla relazione di cura e riapre il tema della riorganizzazione del lavoro.
Il trattamento in prima linea con daratumumab in somministrazione sottocutanea e in combinazione con bortezomib, lenalidomide e desametasone ha mostrato nei pazienti eleggibili a trapianto una sopravvivenza di circa 17 anni
Il nuovo regime conferma l’importanza di daratumumab sottocute come terapia di prima linea nel mieloma multiplo in grado di ritardare significativamente la progressione della malattia
In Italia poco più di 3mila oncologi per 3,5 milioni di pazienti. Burocrazia e burnout riducono il tempo di cura, mentre i bisogni aumentano.
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