
Anche la Sifo dà il via libera alla gestione centralizzata delle medicine
L'ingegnerizzazione e l'ottimizzazione dei processi di gestione delle farmacie ospedaliere e i benefici che ne derivano in termini di costi, di utilizzo delle risorse umane ma anche in termini di riduzione degli errori nella dispensazione e somministrazione delle terapie ai pazienti sono stati al centro del workshop 'Farmacia 2.0 - L'ingegnerizzazione dei processi associati alla gestione della farmacia ospedaliera' patrocinato da Sifo (Società Italiana di Farmacia ospedaliera e dei servizi farmaceutici delle aziende sanitarie) e da Aiic (Associazione Italiana Ingegneri Clinici). Una giornata di studio ma anche di confronto tra esperti e realtà nazionali e internazionali.
Un confronto da cui la Regione Campania ha tratto spunti e idee per la realizzazione e l'attuazione di un proprio modello centralizzato di gestione del farmaco e dei dispositivi ad alto costo a cui l'ente di Palazzo Santa Lucia sta lavorando attraverso la Soresa.
Le esperienze già avviate all'estero e soprattutto nei maggiori ospedali del Nord Europa hanno dimostrato che grazie all'introduzione dell'ingegnerizzazione dei processi è possibile abbattere dell'80 per cento gli errori di dispensazione e di somministrazione oltre che di giacenze e quantità di confezioni scadute. ''A volte, con una gestione manuale delle scorte di magazzino e dunque legata alla persona - ha sottolineato Ugo Trama, responsabile Uod Politiche del farmaco e dispositivi della Direzione generale Salute della Regione Campania - può capitare di rimanere sotto scorta mentre grazie a questi processi di ingegnerizzazione si tengono a registro le scorte e pertanto si possono prevenire ed evitare errori di terapia causati dalla somministrazione di un farmaco diverso''. Ma l'attuazione di questi processi e l'introduzione di innovazioni tecnologiche contribuiranno anche a restituire al farmacista un ruolo più clinico, più vicino al rapporto con lo staff clinico degli ospedali.
''Nella definizione di questi nuovi percorsi - ha evidenziato Adriano Vercellone, segretario regionale Sifo Campania - la nostra funzione professionale viene garantita e si libera tempo al farmacista che può dunque occuparsi maggiormente di farmacia clinica, del rapporto stretto con i clinici delle strutture ospedaliere ed anche di attuare il servizio farmaceutico sul territorio affrontando le sfide della cronicità e dell'aderenza alle terapie''.
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